Motociclista morto nello schianto La tragedia davanti a due amici

Dolore e lacrime per la scomparsa del 49enne Cristian La Ferla: «Addio a un grande uomo» Era un appassionato di motori e di rally, il ricordo della sua copilota: «Sarai per sempre con me»
MONTESILVANO . Ultimo saluto abruzzese, ieri pomeriggio a Montesilvano, per Cristian La Ferla, il 49enne siciliano ma residente in città, morto domenica dopo essere rimasto coinvolto in un incidente stradale nelle Marche. Dopo essere rientrato nella città adriatica dall’obitorio di Ascoli Piceno ieri pomeriggio, infatti, il feretro dell’uomo è stato esposto per qualche ora nella casa funeraria Dimora del Silenzio per poi in nottata partire alla volta di Caltanissetta dove domani alle 15.30, nella Cattedrale di Santa Maria La Nova, si terranno i funerali.
Trasferitosi diversi anni fa a Montesilvano, dove La Ferla era molto conosciuto anche per essere uno dei punti di riferimento dell’azienda Ricopy.it con sede nel centro Ibisco di Città Sant’Angelo, il 49enne lascia in Sicilia tutta la famiglia, tra cui il figlio Mattia, la madre Fatima, la sorella Mara e il fratello Delfino, che oggi lo piangono ancora increduli.
Un incidente, quello del papà siciliano, che ha trasformato in tragedia un’allegra domenica trascorsa con un paio di amici in sella alle rispettive moto, come accadeva di frequente. La Ferla, infatti, era un appassionato di rally e di moto, come raccontano le tante immagini condivise proprio da lui sui suoi profili social e da chi condivideva con lui lo stesso hobby. Come i due amici con i quali ieri, approfittando di una giornata di sole e di riposo dal lavoro, aveva deciso di trascorrere quale ora tra le curve dei Monti Sibillini, attraversando l’Abruzzo, le Marche e l’Umbria. Ma sulla strada del ritorno, mentre i tre motociclisti percorrevano la statale Salaria, tra Trisungo e Favalanciata, nel territorio di Acquasanta Terme, qualcosa è andato storto per il centauro nisseno che era il secondo della fila. L’uomo è scivolato sull’asfalto perdendo il controllo del mezzo, che ha proseguito da solo per una trentina di metri, e andando a sbattere violentemente la testa contro il guardrail, sotto gli occhi impotenti dell’amico che lo seguiva. L’immediato allarme lanciato dagli altri due motociclisti, l’arrivo dell’ambulanza da Acquasanta Terme e i tentativi di rianimare l’uomo, non sono bastati a strapparlo all’infausto destino. E ora agli amici non resta che unirsi al dolore dei familiari, partendo con un autobus che questa notte li condurrà in Sicilia per assistere alle esequie, e ricordare Cristian per quello che era: «Un grande uomo e professionista, simpatico, sempre allegro e disponibile. La sua famiglia era in Sicilia, ma qui in Abruzzo aveva creato un’altra famiglia, quella degli amici, per i quali era sempre disponibile».
Struggente il messaggio rivolto al papà siciliano dalla sua copilota nei rally, Ilaria Rapisarda, che aveva condiviso con lui molti successi sportivi. «Sarai sempre con me come hai sempre fatto in ogni singolo giorno, di ogni singolo mese di questi quasi sette anni di grande amicizia fraterna», scrive l'amica. «Non posso accettare che tu non possa essere vicino a me il giorno della mia laurea, non possa essere vicino a me da testimone il giorno del mio matrimonio, non posso accettare che questo cellulare non squillerà più ogni giorno. Non posso accettare che tu sia partito così, senza avvisarmi…non lo avresti mai fatto». Sono tanti altri gli amici che in queste ore stanno ricordando il pilota con foto che lo ritraggono a bordo della sua auto da rally o in sella alla sua moto. «Voglio ricordarti con il sorriso stampato sul tuo viso quando eri sulla tua amata Clio», aggiunge un amico condividendo uno scatto.

