Movida, associazioni contro i residenti

Dopo l’annuncio di azioni legali del comitato, insorgono i rappresentanti di categoria: provocazione che offende chi lavora
PESCARA. Monta la polemica intorno alla diffida, inviata al sindaco Carlo Masci dal comitato di residenti Tranquillamente Battisti, e all’annuncio di azioni legali contro il Comune per protestare contro i rumori e il caos della movida. Le associazioni di categoria Confesercenti, Confartigianato e Pescara Viva sono intervenute in difesa dei titolari delle attività della zona.
«Mentre tutto il mondo si stringe attorno a ristoranti ed esercizi pubblici che stanno pagando il prezzo più alto della crisi covid, a Pescara un gruppo di residenti minaccia denunce contro il rumore antropico, come se nulla fosse avvenuto in questi mesi, come se decine di persone non stessero rischiando il posto di lavoro», dice il direttore provinciale di Confesercenti Gianni Taucci, «ci sembra una provocazione di cui nessuno sentiva il bisogno. Questi residenti, probabilmente pensionati, dipendenti pubblici o di aziende fortunatamente non colpite dal covid, si ricordino di vivere su pubblica piazza dove le persone possono sostare anche quando avrà chiuso per sempre l’ultimo pubblico esercizio». Taucci, ricordando come i residenti del centro abbiano «vinto la battaglia sugli orari, imposto alla città il coprifuoco, aumentato la pressione economica e finanziaria», rimarca come la nuova polemica sia «una dichiarazione che offende l’intelligenza di centinaia di persone perbene che lavorano in questo campo con sacrificio e incertezza».
Stessi toni anche per il direttore di Confartigianato, Fabrizio Vianale, e per i portavoce dell’associazione Pescara Viva, Mario Palladinetti e Daniele Giannascoli: «È stato superato ogni limite. Un gruppetto di residenti minaccia denunce contro il Comune per il rumore del centro. Come se non ci fosse un'economia in ginocchio da far ripartire. Come se quell'economia, in piena estate, non rappresentasse un volano per Pescara e per il suo turismo, già compromesso a causa dell'emergenza sanitaria e degli orari folli imposti dall'amministrazione, che di fatto ha creato attività di serie A e attività di serie B, seppur a due passi di distanza. Adesso basta: tuteleremo in ogni modo gli esercenti e il loro diritto a lavorare». «Il sindaco e l'amministrazione comunale», concludono, «a questo punto scelgano da che parte stare. Decidano se le priorità sono l'economia e il turismo o quel gruppetto di residenti. Il rischio, se quella zona si spegne, è che il degrado cui si assiste a pochi metri di distanza, in zone come piazza Santa Caterina, nel tratto finale della strada parco o nella zona della stazione, si sposti nel cuore della città». (a.r.)

