«Movida, autogestione flop In via Battisti è solo caos»

18 Ottobre 2016

Il comitato dei residenti chiede la testa di Cuzzi dopo la notte di liti e schiamazzi «Gli steward non bastano, qua non si dorme e dopo due anni mancano le regole»

PESCARA. Stavolta vuole “la testa” dell’assessore al Commercio Giacomo Cuzzi il comitato Tranquillamente Battisti. I residenti del nuovo quartiere della movida pescarese intorno al mercato di piazza Muzii disseppelliscono l’ascia di guerra a sole 72 ore dalla promessa di “pace” del Comune e degli esercenti di bar e localini della zona: l’attuazione di un codice di autoregolamentazione che prevede orari di chiusura precisi in assenza di ordinanze (dalla domenica al giovedì all’1,30; venerdì, sabato e prefestivi alle 2), il mantenimento di pulizia e decoro davanti alle vetrine, il ripristino del servizio di vigilanza privata per risolvere problemi di schiamazzi e liti post bevute.

È bastato un fine settimana a spegnere la pur fioca speranza degli abitanti di tornare ad avere garantito il riposo notturno per sè, i propri figli e i propri anziani: la notte di sabato ecco la lite, il coltello a serramanico che spunta, il ventenne di turno denunciato. È pur vero che la questione è stata sedata sul nascere dall’intervento dagli uomini del servizio di sicurezza stipendiati dagli esercenti, ma lo è anche che il tutto è accaduto alle 2.30 di notte, in barba a sonno e riposo dei residenti. «Sabato notte a piazza Muzii si è celebrato il fallimento della ricetta proposta dal sindaco e dall'assessore Cuzzi per riportare tranquillità nel quartiere», si legge in una nota del comitato. «La presenza degli steward non è servita a garantire il riposo dei residenti che cercavano di dormire. Ne è prova quanto accaduto a due giorni dalla conferenza stampa a palazzo di Città: alle 2.30 circa (con numerosi locali aperti) i residenti sono stati buttati giù dal letto dall'ennesimo caso di disordine. Il tutto a conferma di quanto abbiamo sempre asserito: occorre un intervento ampio e preventivo, non una mera operazione finalizzata a gettare fumo negli occhi dell'opinione pubblica».

«Dopo questo ennesimo buco nell’acqua Cuzzi e il sindaco devono dimettersi!», incalza il comitato. «La conferenza stampa organizzata da Cuzzi ha suggellato l'incapacità di questa amministrazione di concretizzare un intervento risolutivo, tant'è che si sono celebrate iniziative assunte da un gruppo di esercenti per sopperire all'immobilismo e all'incapacità dimostrata dall'amministrazione comunale».

I residenti stigmatizzano come offensivo «il compiacimento di Cuzzi di fronte all'impegno di alcune attività di chiudere i battenti all'1.30 o alle 2 di notte, come se questi fossero orari compatibili con nostro il riposo». «Oltraggioso» viene ritenuto «per le centinaia di famiglie che stanno perdendo la serenità di vivere nelle proprie abitazioni sentire, che debbano essere gli esercenti stessi a dover offrire protezione con un numero da chiamare per il pronto intervento. L’operato di un assessore che in qualche modo dà credito all'idea che a fronte di reati o violazioni si debba chiamare un numero della vigilanza privata va censurato. È grave e pericoloso! Gli unici numeri da utilizzare in casi simili sono il 112 o il 113. Ma dove stiamo arrivando? Dobbiamo aspettarci anche un 899 con i consigli per dormire meglio? Hanno avuto 2 anni per affrontare una programmazione seria della zona basata su prevenzione e regolamentazione, ma evidentemente manca la volontà in quanto per il sindaco risulta impraticabile anche un semplice confronto con i residenti sui problemi reali che stanno portando tra l'altro problematiche sanitarie». (lad’i)

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