Movida, battaglia contro i rumori Il Comune aumenta le sanzioni

In attesa della nuova ordinanza per i locali, l’ente porta gli importi delle multe da 25 a 250 euro «Così fermeremo i comportamenti che sfociano spesso in episodi di inciviltà e di degrado urbano»
PESCARA. Il sindaco non ha ancora emanato l’ordinanza che fissa gli orari di chiusura di bar, ristoranti e pizzerie. Nel frattempo, in attesa che venga firmato il provvedimento, la giunta ha approvato una delibera che decuplica le sanzioni per chi non rispetta le regole del buon vivere.
In pratica, la sanzione minima passa da 25-50 euro a 250 euro, mentre resta quella massima applicabile di 500 euro. L’amministrazione comunale spiega in questo modo la decisione. «Risulta necessario», si legge nel provvedimento, «rendere più efficace l’azione deterrente rispetto ad alcune condotte illecite di particolare disvalore sociale, nell’ambito del ruolo prioritario assunto dall’ente comunale di salvaguardia e tutela dei valori rientranti nel concetto di “sicurezza urbana”, intesa quale insieme di beni pubblici preordinati al rispetto delle norme che regolano la vita civile, al fine di migliorare le condizioni di vivibilità degli ambienti urbani, la convivenza e la coesione sociale».
«È in aumento», fa presente l’ente, «il diffondersi sul territorio comunale di taluni comportamenti che incidono in maniera rilevante sull’incolumità pubblica e sulla sicurezza urbana, che frequentemente sfociano in episodi di inciviltà e delittuosità, favorendo il degrado urbano e ingenerando nella collettività un senso generalizzato di insicurezza, oltre a determinare uno scadimento della qualità della vivibilità della città».
Il riferimento dell’amministrazione comunale è soprattutto ai locali della movida, che non rispettano le ordinanza del sindaco per quanto riguarda la cessazione del servizio al termine dell’orario stabilito e ai clienti, che violano il divieto di stazionamento al di fuori dei locali dopo la chiusura. «Sussistono episodi di illeicità», fa presente il Comune, «legati ad attività economiche, da ricondursi alle modalità di svolgimento delle stesse o determinati dagli orari di apertura eccessivamente prolungati, favoriti dall’inadeguatezza delle misure sanzionatorie pecuniarie previste nel caso di inottemperanza a provvedimenti comunali limitativi dell’attività stessa o di applicazione di misure cautelari o sanzioni accessorie».

