«Movida, chiusura all’una e più controlli»

I residenti del centro storico e della zona nord sollecitano provvedimenti contro schiamazzi ed episodi di violenza
PESCARA. A Pescara Vecchia non si dorme, normalmente, nei fine settimana e dopo le due di notte. I residenti per questo motivo sono esausti e, pur non essendo coordinati in un'associazione, cominciano a chiedere che siano rispettati i propri diritti, al di là degli episodi di aggressioni. Per questo motivo l'ordinanza del Comune, ancora in fieri, di chiusura dei locali all'una in via Cesare Battisti la vogliono anche loro, gli inquilini di via delle Caserme, piazza Unione e limitrofe.
L’assessore Giacomo Cuzzi ha detto poco tempo fa che è «allo studio un’ordinanza concordata con le associazioni di categoria e gli operatori, vogliamo mantenere una movida ordinata e di qualità nella zona, promuovendo così un divertimento sano, bello e di qualità». Servirebbe a dare qualche regola in più, e a tal proposito a Pescara Vecchia sarebbe anche partita una petizione sull'argomento, o almeno questo è quel che si vocifera nel quartiere. Certo, il comportamento scorretto di alcuni non può penalizzare tutti. A novembre, il presidente del consorzio Pescara Vecchia Cristian Summa aveva sottolineato come «Pescara Vecchia non è una zona di degrado e di cui aver paura, è sicuramente una zona che per essere molto frequentata ha bisogno di attenzione costante, ma i nostri investimenti hanno prodotto risultati positivi, l'utenza è formata da famiglie, giovani, professionisti, studenti e appassionati di enogastronomia, creiamo eventi di portata regionale». In accordo con l'operatore è Raffaele De Ritis, registra teatrale che in quella zona abita da oltre 20 anni: «È vero che la maggior parte dei ristoratori offre un servizio di qualità. Ma c'è purtroppo una minoranza che vende alcolici anche a ora tarda, o che fa musica a porte aperte, e dopo le 2 non si dorme più. Ritengo che se vengono presi provvedimenti per la zona di via Battisti, gli stessi debbano essere estesi per tutelare anche noi. Anche qui ci sono palazzi, famiglie, anziani. Certo, non siamo molto agguerriti perché dopo 20 anni subentra una sorta di rassegnazione, ma il disagio c'è e si verifica soprattutto a notte fonda con schiamazzi e rumori».
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