Movida, coprifuoco a mezzanotte Testa: spostiamo l’orario all’una

Niente tavolini all’aperto e stop alle bevande da asporto, il deputato di FdI lancia la proposta «La zona del centro deve essere valorizzata, sì alle regole ma introduciamo deroghe sotto le feste»
PESCARA. La scadenza dell’ordinanza 109, che ha introdotto il coprifuoco alla movida nel centro di Pescara con il divieto, dalla mezzanotte, dei tavolini all’aperto e della vendita di «qualsiasi genere di bevanda», è prevista il prossimo 31 gennaio. Tre mesi. Ma di mezzo ci sono le festività di Natale e dal deputato Guerino Testa di Fratelli d’Italia, stesso partito dell’assessore al Commercio Zaira Zamparelli, arriva l’invito a pensare «ad almeno due deroghe a settimana, soprattutto sotto le feste».
Dopo il primo fine settimana di movida con il limitatore di giri – da mezzanotte stop alle attività all’aperto, mentre non cambia niente all’interno dei locali – parte la trattativa sull’orario nel quadrilatero di piazza Muzii: un’ora in più di venerdì e sabato, questa la richiesta di Testa. Ma non è detto che il sindaco Carlo Masci (Forza Italia), dopo la sentenza che ha riconosciuto un risarcimento danni di 450mila euro a 68 residenti per i rumori della movida, abbia intenzione di cedere alle pressioni di pezzi della sua maggioranza e anche delle associazioni Confesercenti, Confcommercio, Confartigianato e Cna che, a tinte forti, hanno contestato l’ordinanza “Cenerentola”.
Il primo weekend davvero festivo è quello dell’Immacolata, tra venerdì 6 e domenica 8 dicembre. «Anche se l’ordinanza non ammette deroghe», spiega Testa, «spero che possa cambiare qualcosa. L’amministrazione comunale non ha alcuna volontà di danneggiare l’area di piazza Muzii: quella è una zona che va preservata perché dà lustro alla città e fa da traino anche alle altre attività vicine, a partire dallo shopping».
L’ordinanza del sindaco parla in questi termini della movida pescarese: è «la presenza all’aperto di concentrazioni di persone che, per finalità aggregative e di frequentazione, si ritrovano soprattutto nelle ore serali e notturne nelle aree storico-centrali caratterizzate da una forte presenza di numerosi pubblici esercizi ed attività di vendita al dettaglio di alimenti e bevande». «Purtroppo», commenta Testa, «l’amministrazione Masci paga le non regole dei tempi dell’ex sindaco Alessandrini e dell’ex assessore Cuzzi, se chi ha governato prima di noi avesse messo regole certe, adesso i frequentatori della zona sarebbero stati educati al rispetto di quelle norme».
E invece l’ordinanza dice che «la movida, protraendosi fino alle ore solitamente dedicate al riposo, può comportare ai residenti pescaresi notevoli disagi provocati, in particolare, dall’aumento del rumore antropico oltre le consuete e prefissate soglie di tollerabilità e da fenomeni di degrado urbano originati dall’abuso di sostanze alcoliche da parte degli avventori e dal travalicamento dei limiti del buon senso e del rispetto delle altrui esigenze».
«L’ordinanza è stata una decisione forzata dopo la sentenza del tribunale», osserva il parlamentare, «ma noi ci mettiamo sempre la faccia e siamo pronti a un confronto con tutti». Il primo confronto però è interno alla maggioranza di centrodestra: Masci non vorrebbe deroghe per i prossimi tre mesi; FdI invece le invoca. Testa è chiaro: «La priorità è dare al settore un paio di deroghe settimanali, magari il venerdì e il sabato fino all’una, soprattutto sotto Natale».
Ma è una trattativa che, almeno per adesso, appare in salita: l’ordinanza dice che gli imprenditori hanno il diritto di lavorare ma è più importante garantire il riposo ai residenti: «Nel bilanciamento degli interessi coinvolti, il diritto alla tutela della salute pubblica e privata, al benessere psicofisico, al riposo e alla quiete dei cittadini residenti, nonché, in generale, l’interesse al mantenimento di un adeguato livello di decoro urbano, assumono preminenza rispetto al diritto allo svolgimento della attività d’impresa senza limitazioni».

