Movida e nuovi orari, aumentano i contrari

10 Luglio 2021

Salce, direttore Cna: la scelta del Comune scontenta tutti, bisogna intervenire anche sulla sicurezza

PESCARA. «Le scelte del Comune di Pescara in materia di orari delle attività di ristorazione non ci soddisfano: chiediamo che si torni ora a ragionare insieme, mettendo sul tavolo tutti i problemi, per arrivare finalmente a una soluzione condivisa». È il commento del direttore della Cna di Pescara, Carmine Salce, che si unisce al coro di no di Confcommercio, Confartigianato e Confesercenti sui nuovi orari (in vigore fino al 24 luglio) per le attività di somministrazione di alimenti e bevande come bar, ristoranti e pizzerie: al centro storico e nel centro cittadino (piazza Muzii e dintorni) il limite è alle 2 del mattino nei week-end (venerdì e sabato), scendendo a mezzanotte e trenta per tutti gli altri giorni della settimana. «Apprezziamo la decisione di liberalizzare senza restrizioni le attività artigianali legate alla ristorazione, ma avevamo chiesto un maggior sforzo di conciliazione delle varie posizioni in campo, di esercenti e residenti soprattutto, nel nome di una reciproca tolleranza. Così non è stato».
Per il direttore della confederazione artigiana, «si è finito per operare una scelta che stride con le esigenze prospettate sia dai gestori delle attività che dai residenti. I primi, alle prese con le gravi perdite di fatturato provocate dalla pandemia, avevano chiesto un ragionevole prolungamento degli orari, e si ritrovano invece con un pugno di mosche. I secondi avevano sollevato problemi legittimi, che non si limitano agli orari: sicurezza, traffico, assembramenti, decoro. Temi che non possono essere affrontati separatamente, ma chiamano in causa la dotazione di servizi, l'attività di vigilanza non della sola forza pubblica ma anche della polizia municipale, le restrizioni del traffico e altro ancora. E invece si è deciso di operare solo sugli orari». Per la Cna vanno «messi in campo tutti i problemi».