Movida e rumori, l’ira dei locali: il piano del Comune va cambiato

12 Novembre 2022

Sotto accusa la riduzione dei posti all’aperto, le associazioni di categoria: «Settore penalizzato» Di Lorito (Cna): «Ma faremo proposte per accogliere le richieste dei residenti ed evitare schiamazzi»

PESCARA. Le associazioni di categoria chiedono al Comune di frenare, sul Piano di risanamento acustico. Ieri mattina i rappresentanti di Confcommercio, Confesercenti, Cna, Confartigianato e degli operatori della movida hanno incontrato la commissione Attività produttive, presieduta da Fabrizio Rapposelli, per esprimere la preoccupazione di chi gestisce i locali di piazza Muzii e dintorni e deve fare i conti anche con la determina dei giorni scorsi che impone una riduzione dei tavolini all’aperto.
In vista dell’approvazione del Piano in consiglio comunale (fino ad ora è stato adottato, per cui manca il secondo step) «chiediamo all’amministrazione», dice Luciano Di Lorito della Cna, di «non prendere decisioni affrettate su questioni che possono penalizzare le imprese. Noi presenteremo delle proposte per far sì che si tenga conto delle richieste sia delle attività che dei residenti», visto che i primi chiedono di poter lavorare e i secondi di riposare tranquillamente senza i rumori della movida. «Le attività hanno vissuto un periodo difficile per la pandemia e ora devono affrontare il caro bollette. Tra l’altro la situazione della movida «andrebbe rifotografata perché in centro c’è meno movimento», prosegue Di Lorito pensando alle misure pianificate dal Comune per ridurre i rumori. E poi «non tutto il caos è provocato dai locali: piazza Muzii è un punto di ritrovo».
Il dialogo prosegue: la commissione tornerà a riunirsi martedì prossimo per continuare il confronto interno e con le associazioni: l’appuntamento è alle 12 mentre alle 16 ci sarà l’incontro con i capigruppo. Fabrizio Rapposelli (Fi), presidente della commissione Attività produttive, commenta che «è una follia mettere le manette alle attività del food and beverage» ma anche che «si deve avere riguardo per chi abita lì e la mattina deve andare a lavorare». Una soluzione sarebbe stata quella di «fissare gli orari dei locali, è questo il problema, ma l’assessore Alfredo Cremonese non ha preso in mano la situazione» e la determina sui tavolini «ha dato una lettura del vecchio regolamento molto restrittiva, consentendo di occupare in maniera alternativa l’interno o l’esterno dei locali. Non lo condivido». «Sono i dirigenti ad occuparsi di questi aspetti, la politica non ci può entrarci», fa notare da Fratelli d’Italia il capogruppo Zaira Zamparelli. «Io propongo di elaborare con le associazioni di categoria e con i proprietari dei locali, insieme all’opposizione, uno o due emendamenti sulle deroghe, a firma della commissione, per chiedere la modifica del Piano di risanamento anche sulle limitazioni sui tavoli. Non intendiamo scontentare nessuno, anzi ciò che vogliamo è trovare un punto equilibrio, come abbiamo già detto anche in passato. E ricordo che Rapposelli ha votato il piano, che prevede proprio degli interventi sui tavoli», conclude Zamparelli (che non ha votato).