Movida e rumori, stretta sui locali In centro meno tavolini all’aperto

L’amministrazione Masci introduce le prime modifiche per diminuire l’inquinamento acustico Arriva lo stop ai nuovi permessi: «Per il momento niente altre autorizzazioni, posti limitati all’esterno»
PESCARA. Meno tavolini in strada per «diminuire l’inquinamento acustico nella zona della movida di via Battisti, via Piave, via Roma, via Mazzini e via de Lellis». Troppo rumore, l’amministrazione Masci dà il via alla stretta sui locali «per cercare di ridurre il livello sonoro» che dalla strada rimbomba fino agli appartamenti dei residenti. Le prime nuove regole arrivano alla vigilia dell’udienza di apertura dello scontro giudiziario tra il Comune e 68 residenti di piazza Muzii e delle strade vicine che chiedono un risarcimento danni di 2,2 milioni di euro – 32.500 euro a testa – per le notti insonni. E l’amministrazione annuncia lo stop ai permessi: «Per il momento non saranno rilasciate nella zona ulteriori autorizzazioni rispetto a quelle già rinnovate». Sono le risposte che, a fronte del «superamento» del limite del rumore accertato dall’Arta, anticipano le direttive del piano acustico, approvato in consiglio comunale il 3 agosto scorso su proposta dell’assessore all’Ambiente Isabella Del Trecco ma non ancora esecutivo.
SI CAMBIA La novità, con il sì dell’assessore al Commercio Alfredo Cremonese, riguarda il taglio dei tavolini all’aperto: d’ora in poi, tanti posti ci sono all’interno e altrettanti dovranno esserci anche fuori mentre adesso è possibile metterne di più. «Al valore della somministrazione interna», dice la regola, «bisogna ricondurre – per ciascun concessionario – la superficie oggetto di occupazione e autorizzazione all’esterno». Con le nuove regole, decadono le vecchie autorizzazioni che dovranno essere rinnovate. Ma bisognerà comunicare al Comune «il numero di tavoli, sedie, posti tavola».
UN METRO Un tavolino per ogni metro quadrato, così ordina la nuova normativa: «La superficie complessiva destinata alla somministrazione non deve essere inferiore a un metro quadrato per ciascun posto tavola». Di certo ci saranno meno tavoli all’aperto: «Per ciascuna pratica e a parità della superficie da occupare e autorizzare oppure già autorizzata si rettificherà tale superficie autorizzando – rispetto a prima – un minor numero di posti tavola all’esterno».
TUTTI PIù COMODI La determina del Comune, firmata dal dirigente Aldo Cicconetti, passa in rassegna anche un altro aspetto e prevede che, alla fine, saranno tutti più comodi e contenti: «L’esercente – diminuendo il numero di posti tavola all’esterno – sarà in grado di fornire il servizio di somministrazione esterna con maggiore qualità e in maniera più comoda per il personale e quindi con il maggior soddisfacimento della clientela. In altri termini», dice il documento, «i clienti saranno più comodi, si migliorerà il servizio ai tavoli e, garantendo una maggiore tranquillità agli avventori, si cercherà di diminuire l’inquinamento acustico all’esterno di ciascun locale».
COSA SUCCEDe ora Le autorizzazioni da rinnovare saranno «rettificate»: «Il procedimento di rettifica delle concessioni sarà svolto separatamente per ciascuna ditta, verrà trasmessa a ciascun interessato e si concluderà con l’emanazione di una autorizzazione “rettificata” solo nei dati principali (il numero dei posti tavola e la superficie occupata all’esterno)».
LE ALTRE MISURE Il piano acustico contiene anche altre linee guida per il contenimento del rumore che saranno introdotte in seguito: installazione di centraline fisse per il rilievo dei rumori, impianti semaforici in caso di superamento dei livelli di soglia e la presenza di personale addetto alla verifica del rispetto delle procedure antirumore a carico dei gestori.

