Movida, folla e controlli E i residenti insorgono

1 Giugno 2020

PESCARA. Tanta gente ma nessun problema di ordine pubblico sabato scorso nelle zone “più a rischio” della movida pescarese. Il “rischio” è quello degli assembramenti, che le forze dell’ordine hanno...

PESCARA. Tanta gente ma nessun problema di ordine pubblico sabato scorso nelle zone “più a rischio” della movida pescarese. Il “rischio” è quello degli assembramenti, che le forze dell’ordine hanno cercato di scongiurare soprattutto invitando le persone a scorrere e a non mantenersi raggruppate troppo vicine. Lavoro quindi soprattutto di persuasione per polizia, carabinieri e finanzieri che hanno lavorato tra via Battisti e Pescara Vecchia. Una dozzina sono state le volanti della polizia impegnate in varie zone della città, che però non hanno fatto multe per violazione delle norme per il contenimento del contagio da coronavirus. Intorno alle 23,30 gli agenti hanno però iniziato a limitare gli accessi nella zona di via Battisti per limitare gli assembramenti eccessivi. Tuttavia l’unica sanzione fatta dalla polizia sabato è dovuta alla vendita di alcolici a minorenni.
L’ultimo weekend non è però piaciuto al comitato “Tranquillamente Battisti”, che raccoglie i residenti della zona di via Battisti e dintorni, che punta il dito contro il «distanziamento sociale di fatto inesistente in via Piave, via Mazzini, via Battisti, via De Cesaris, via Goito e in tutte le vie della movida. Purtroppo dopo la mezzanotte la quantità dei frequentatori è così alta che nemmeno la presenza massiccia delle forze dell’ordine riesce a garantire il necessario distanziamento», lamenta il comitato, «e soprattutto nulla può contro il rumore impressionante che, se venissero meno le attuali limitazioni di orario, fino a tarda notte diventerebbe intollerabile».
Il nuovo problema, secondo i residenti, viene dal «considerevole aumento degli spazi di occupazione dei tavoli», perché «diversi locali propagano musica ad alto volume per raggiungere i tavolini più distanti, e purtroppo anche le camere da letto dei residenti, determinando un rumore insostenibile che rende impossibile il riposo. Crediamo sia necessario ripensare gli orari del fine settimana considerando i diritti di chi vive da sempre nel quartiere». (a.r.)
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