Movida, passa il piano sui rumori

4 Agosto 2022

Documento approvato in Consiglio. Del Trecco: «Adesso vanno definite le azioni»

PESCARA. Un dibattito acceso fatto di accuse e repliche tra maggioranza e opposizione, frecciatine, non troppo velate, nei confronti dell'assessore al Commercio Alfredo Cremonese, dubbi sui pareri tecnici agli emendamenti e una diatriba sulla competenza del consiglio ad approvare il provvedimento che, a detta delle minoranze, spetterebbe alla giunta. Dopo tre ore movimentate, il consiglio comunale ieri ha dato il via libera al piano di risanamento acustico della zona di piazza Muzii. Il documento, che non è stato dichiarato immediatamente eseguibile, «detta le linee guida delle azioni da mettere in atto. È una scatola vuota che va riempita», ha commentato nel suo intervento, l'assessore proponente, Isabella Del Trecco, con delega all'Urbanistica. La discussione ha visto l'ok di due emendamenti. Il primo presentato dal centrosinistra e illustrato dalla consigliera Stefania Catalano, per l'istituzione di un tavolo di concertazione di dirigenti, rappresentanti di residenti e associazioni di categoria, per approvare le misure proposte dall'amministrazione e valutarne sostenibilità e risultati. Approvata anche la proposta del consigliere Berardino Fiorilli, affinché la giunta verifichi la possibilità di consentire un ristrettissimo numero di autorizzazioni in deroga per eventi di rilevante interesse pubblico. Niente da fare per l'emendamento proposto da Fratelli d'Italia, che nei giorni scorsi ha diviso la maggioranza, l'unico a ottenere parere tecnico contrario e che ieri è stato ritirato dal consigliere Cristian Orta. Un emendamento con cui la capogruppo Zaira Zamparelli puntava a modificare la norma sulla sospensione del rilascio delle autorizzazioni in deroga ai limiti per le manifestazioni temporanee in tutte le zone interessate dal piano. L'approvazione è stata seguita dal disco verde a una mozione, presentata da Forza Italia e condivisa da tutta la maggioranza, che impegna sindaco e assessore, a predisporre un regolamento, entro 60 giorni, con cui si disciplinano gli orari delle attività (distinguendo tra inverno ed estate, giorni feriali e festivi), i dehor e l'occupazione del suolo pubblico in tutta la città.
«A seguito dell'approvazione del piano», ha detto il capogruppo Lega Vincenzo D'Incecco, «l'amministrazione deve sedersi con gli operatori, per definire una volta per tutte una strada certa e chiara». La discussione ha reso sempre più evidenti i rapporti tesi dentro la maggioranza e un'insofferenza generale nei confronti dell'assessore Cremonese, di cui il centrosinistra ha chiesto le dimissioni, dal momento che «è stato lasciato solo anche dalla maggioranza dei suoi colleghi di partito», afferma Catalano (Pd), «e quanto accaduto in consiglio rappresenta un atto di sfiducia nei suoi confronti».
«Si è parlato di risanamento acustico, perché manca un regolamento sugli orari che non è stato fatto dall'assessore competente», ha accusato Fabrizio Rapposelli (Fi). «Il piano acustico non prescrive nulla se non delle azioni che si potrebbero compiere. Apre una seconda fase in cui l'assessore dovrà prendersi le responsabilità che non si è assunto fino a oggi».
Dal canto suo, l'assessore ha tenuto a evidenziare, a margine della seduta, che «sino ad oggi è stato fatto un grande lavoro propedeutico per trovare un equilibrio. Per quanto riguarda il regolamento occorre decidere che taglio si vorrà dare e, a seconda dell'impostazione, capire quale settore dovrà occuparsene. Dall'inizio di questa consiliatura si è individuato un bersaglio, ma io continuo a lavorare perché finora ho sempre cercato di dare il mio meglio».