Movida, si parte con i nuovi orari Le discoteche: «Solo noi esclusi»

26 Luglio 2021

PESCARA. Da ieri sera bar, ristoranti e pub di piazza Muzii e dintorni e di Pescara vecchia possono rimanere aperti fino alle 2. Lo stabilisce l’ordinanza del Comune, che non accontenta tutti coloro...

PESCARA. Da ieri sera bar, ristoranti e pub di piazza Muzii e dintorni e di Pescara vecchia possono rimanere aperti fino alle 2. Lo stabilisce l’ordinanza del Comune, che non accontenta tutti coloro che vorrebbero una maggiore estensione dell’orario stabilito, in questo caso, per il venerdì e sabato fino ai prossimi calendari che entreranno in vigore dal 9 al 22 agosto.
Ma intanto l’universo di professionisti che ruota intorno alle discoteche è in tumulto: senza lavoro da 18 mesi, dee jay, titolari di locali e organizzatori di eventi, non sanno più dove sbattere le testa. Sono favorevoli al pass e con questo strumento chiedono la riapertura immediata delle fabbriche del divertimento.
«Siamo fermi dal febbraio 2019», attacca Paride Aloisi della omonima agenzia pescarese di promozione eventi, «il governo tiene chiuse le discoteche da 18 mesi ma intanto siamo costretti a vedere le folle negli stadi e in centro. Certo, quelle folle stanno all’aperto, ma i locali», assicura Aloisi, « sono in grado di certificare la massima sicurezza con una capienza dimezzata fino al 50%. Il green pass attesta la possibilità di verifica dell’avvenuta vaccinazione dei clienti. A Fossacesia ci sono persino locali dove fanno i tamponi. Le proteste dei no vax? Una follia, dobbiamo, al contrario, correre sulle vaccinazioni. Con queste contromisure i locali potrebbero riaprire e dare un po’ di respiro all’indotto per il prosimo inverno: dietro ogni discoteca ci sono persone, famiglie, fornitori, che sono sul lastrico da quasi 2 anni e che non sanno più dove trovare i soldi dopo essersi fatti aiutare da genitori e coniugi e intaccato i risparmi».Sulla chiusura dei locali alle 2, Aloisi non è d’accordo: «Almeno alle 3, la gente va a cena tardi la sera e in discoteca ci arriva a notte fonda».
«Sono favorevole al green pass perché è l’unico modo per farci riaprire dopo 18 mesi di chiusura», commenta amaro Danilo La Rovere, titolare del Cutty Sark chiuso dal 28 febbraio 2019 «sono molto arrabbiato, certo. I ristori che ci hanno inviato sono ridicoli, non copriamo neppure una mensilità di affitto e la Regione Abruzzo non ci ha mai aiutati. Come dovremmo vivere? Questa situazione ha messo in ginocchio, personale, fornitori, security». La Rovere spiega in che modo potrebbe garantire la sicurezza nel suo locale che ha una capienza di 200 persone: «Intanto consentire gli ingressi a metà capienza, pass vaccinale o tampone, misurazione della temperatura e gel». Infine, si dichiara contrario alla chiusura dei locali alle 2: «Almeno alle 4 del mattino per dare tempo alla clientela di cenare in libertà. I clienti che abbiamo perso stanno andando tutti nelle Marche, dove le discoteche sono aperte». «Ci saremmo aspettati l’inserimento dei green pass nelle discoteche, invece non siamo nel circuito, una brutta coperta» esamina il dee jay pescarese Claudio Corna, che promuove spettacoli in tante discoteche italiane, «dopo 18 mesi senza lavoro ci sentiamo abbandonati e discriminati». Suggerisce che le vaccinazioni vanno fatte e «un modo per convincere i giovani a fare la profilassi è proprio il green pass» conclude. (c.co.)