Movida, troppi assembramenti La polizia chiude due locali

Maxi operazione interforze fino all’alba. Agenti con l’altoparlante sul lungomare nord e a piazza Muzii Musica sospesa a Kalima e Lampara. E a Medusa multa per somministrazione di alcol ai minorenni
PESCARA. C’è la voglia di uscire con la bella stagione, enfatizzata dai numeri dei contagi azzerati e dal desiderio di tornare alla normalità dopo circa tre mesi di lockdown. Ci sono gli stabilimenti che ripartono con le prime serate musicali dell’estate e, soprattutto, c’è un clima di decompressione psicologica che spinge centinaia di giovani a riversarsi in massa nei locali della riviera e ad affollare le piste da ballo, incuranti delle leggi ancora in vigore sul distanziamento sociale e sull’utilizzo dei dispositivi di sicurezza. Situazioni un tempo normali, ma oggi incompatibili con i protocolli anti contagio che impongono alle forze dell’ordine di mantenere alta l’allerta per scoraggiare assembramenti e altri comportamenti a rischio.
È per questa ragione che, nella notte tra sabato e domenica, il massiccio servizio interforze di ordine e sicurezza pubblica nelle aree della movida, con oltre quaranta uomini tra poliziotti e vigili urbani di Pescara e Montesilvano coordinati dal vice dirigente della squadra volante Davide Zaccone, si è concluso all’alba con alcune sanzioni scattate nei confronti di tre stabilimenti balneari del lungomare nord di Pescara: “Kalima” (lido “San Marco”), “La Lampara” e “Medusa”. Ai titolari dei primi due locali è stata contestata la violazione del protocollo anti Covid. Musica spenta in anticipo, molto prima del limite delle 3 del mattino previsto nell’ultima ordinanza firmata nei giorni scorsi dal sindaco Carlo Masci, e ragazzi presenti invitati a lasciare le strutture. Il “Kalima” è stato colpito anche con un provvedimento di chiusura per cinque giorni delle attività musicali e danzanti, mentre restano aperti il bar e il ristorante e sono regolarmente erogati anche i servizi in spiaggia.
Per “La Lampara” invece sono state avviate le procedure per la sospensione dell’attività. Diversa, invece, è la situazione per il “Medusa”, dove sabato sera non era stata organizzata nessuna serata musicale. Il titolare dell’esercizio è stato però sanzionato perché non avrebbe rispettato le norme sulla somministrazione delle bevande alcoliche ai minorenni, in questo caso sopra ai 16 anni. Il pugno duro, in realtà, è stato annunciato nei giorni scorsi dal questore Francesco Misiti. Il diktat è di dare risposte alle tante immagini rimbalzate sui social che, dall’inizio della fase due dell’epidemia da coronavirus, documentano ogni fine settimana una situazione fuori controllo, specie nel quadrilatero centrale della città intorno a piazza Muzii e, dallo scorso weekend, anche lungo le riviere in seguito alla riapertura delle discoteche e al ripristino delle serate musicali. Una condizione praticamente identica a quella pre-emergenziale, con gruppi consistenti di ragazzi radunati all’esterno dei locali con i drink in mano, dalla metà del pomeriggio fino a tarda serata, senza alcun accenno di distanziamento o uso di mascherine. Una situazione, in sostanza, che non può essere tollerata con l’allerta covid ancora in atto.
Gli agenti in servizio, nella notte tra sabato e domenica, lungo la riviera hanno fatto uso degli altoparlanti delle auto di servizio per richiamare ripetutamente le persone a mantenere il rispetto delle regole e il distanziamento anti covid. Nella zona di piazza Muzii sono intervenuti per ridimensionare l’occupazione di strade e marciapiedi, occupati da tavoli e sedie dei locali pubblici che non consentivano il passaggio dei mezzi di servizio e di soccorso. Al termine del servizio interforze di ordine e sicurezza pubblica, gli agenti delle forze di polizia e della polizia locale, complessivamente, hanno identificato 72 persone e sono stati elevati anche alcuni verbali per ubriachezza.
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