Multati ai semafori 40mila automobilisti

Sanzionata una macchina su 300, il colonnello Mancinelli in commissione: «Strade più sicure». Blasioli: «Così si fa cassa»
PESCARA. «Da novembre 2022 a oggi sono state 40.300 le multe emesse dai semafori intelligenti, quelli dotati di telecamere che rilevano il passaggio con rosso, il superamento della linea di arresto e il cambio di corsia. Considerato che sotto a quei semafori sono stati registrati 10 milioni e 700 mila transiti, vuol dire che è stata sanzionata una macchina ogni 300». Sugli impianti installati da più tempo il trend delle sanzioni è in diminuzione, il numero è sceso, e anche sui nuovi impianti le infrazioni vanno diminuendo, essendo passate «da 250 al giorno a 180 circa», il che vuol dire che «chi è alla guida impara e si va ad incidere sulla sicurezza stradale». È emerso ieri in Comune, durante i lavori della commissione presieduta da Armando Foschi, che ha ascoltato il tenente colonnello della polizia municipale Giorgio Mancinelli.
I primi tre semafori che rilevano le infrazioni sono stati installati alle intersezioni tra via Tirino e via Colle Renazzo, tra via Tiburtina e via Stradonetto e tra via Ferrari e via Michelangelo, tutti punti dove c’era «un gran numero di incidenti». Poi sono stati aggiunti, arrivando così a un totale di 15 impianti e 6 intersezioni, i dispositivi di piazza Le Laudi, via Conte di Ruvo e piazza Duca D’Aosta. Proprio l’impianto che si trova vicino al Comune rileva il maggior numero di infrazioni, «sia perché copre tutte e 4 le direzioni, sia perché si trova nella zona centrale». In commissione si è parlato di alcuni casi particolari, contestati dai cittadini, come quello di via Luisa D’Annunzio, «dove le auto parcheggiate vicino al semaforo rendono difficile il transito senza commettere infrazioni». Quello di piazza Le Laudi, ha fatto notare Mancinelli, «è uno degli incroci dove si registrava il maggior numero di infrazioni, prima del semaforo intelligente, perché nel momento in cui scattava il rosso passavano anche 5 auto. Una situazione, quindi, di illegalità diffusa». Le proteste sono state molte, da parte degli automobilisti che hanno ricevuto le multe, ma tanti «non sanno neppure che non ci si può fermare oltre la striscia di arresto». Sta di fatto che sono «cambiate le abitudini degli automobilisti e ora ci si ferma anche agli altri semafori» mentre sul fronte degli incidenti «non ce ne sono stati più in via Tirino e sulla Tiburtina», oltre al fatto che «la tecnologia aiuta nei controlli, fondamentali per scoprire chi sbaglia». Il Pd, presente in commissione con il consigliere Stefania Catalano, ha rilanciato la polemica sui «Tred usati come bancomat, e attivati quando tutti gli altri sistemi hanno fallito». E sulla questione è tornato anche il consigliere regionale del Pd Antonio Blasioli. «Quarantamila multe sono una enormità per Pescara: era stato detto che questi impianti avrebbero garantito la sicurezza stradale ma le nostre strade sono in uno stato pietoso, per via delle buche. Quindi le multe non servono, per la sicurezza. Si fa solo cassa».

