Multato perché dava cibo ai gatti

21 Novembre 2015

Tre vigili si sono appostati per cogliere sul fatto un 69enne che sfamava i micetti: sanzione di 50 euro

MONTESILVAMO. Vietato sfamare gatti e gattini randagi a Montesilvano. Chi trasgredisce, paga 50 euro di multa. A fare le spese del divieto di dar da mangiare ai piccoli felini senza padrone è stato due giorni fa B.R, un 69enne residente nel rione collinare tra Santa Filomena e Montesilvano Colle.

Una pattuglia di tre vigili urbani si è appostata in via De Gasperi, all’incrocio con via Monte Fumaiolo, l’angolo della città a rischio di essere insudiciato dal cibo destinato a tre poveri gattini senza più la mamma. Forse l’obiettivo dell’operazione, effettuata con un’auto in borghese senza scritte, era di cogliere sul fatto il benefattore dei micetti abbandonati, un gattaro “abusivo", quindi nell’atto di trasgredire le rigorose norme comunali. «Qualche settimana fa, mentre andavo a buttare l’immondizia ho visto i tre gattini affamati» racconta il 69enne «siccome mi dispiaceva vederli sofferenti, ho preso l’abitudine di portare loro da mangiare, qualche boccone di avanzi, piccole quantità di cibo per nutrire tre gattini. Non stiamo parlando di pentole piene, ma di una piccola vaschetta. Le bestiole ormai mi riconoscono. L’altra mattina, mentre stavo per dargli da mangiare ho notato un’auto con tre persone dentro e non ci ho dato molto peso. Subito dopo aver poggiato la vaschetta, però, i tre si sono avvicinati, ho visto che erano vigili urbani. Mi hanno chiesto i documenti e poi sono stato contravvenzionato. Non penso sia giusto multare un cittadino sfama tre micetti. Di confortante in questa vicenda c’è che se, a Montesilvano, la polizia locale può permettersi di schierare tre agenti per controllare chi dà da mangiare ai gatti randagi, vuol dire che non devono esserci problemi più urgenti e gravi. Così, tanto per chiarire, la norma violata da B.R. è l’articolo 34 del regolamento sul “benessere” animale, che consente solo ai gattari ufficiali, muniti di tesserino di riconoscimento, di dare del cibo ai gatti nelle aree pubbliche consentite. Quindi, se un pelosetto ha la disgrazia di nascere o di essere abbandonato in una zona non frequentata dai gattari, lontano da una colonia felina riconosciuta dalla Asl, può serenamente morire di fame. L’importante è che la città non sia deturpata da una vaschetta di cibo. Ultima annotazione. Il Tar Puglia ha annullato un’analoga ordinanza sindacale che vieta di somministrare in strada cibo agli animali.

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