Multe a raffica e decine di macchine rimosse per il Giro

Polizia locale in azione fin dal mattino, il clou dopo la gara Carroattrezzi in via Nicola Fabrizi, via Venezia e lungomare
PESCARA. Domenica di straordinari per la polizia locale di Pescara. Tra la partenza del Giro d’Italia femminile e il classico assalto alla spiaggia dei fine settimana estivi, i turni sono iniziati dalle 5 del mattino e sono stati impegnativi fin dalle prime ore. Il centro, blindato per il via dell’ottava tappa della corsa rosa, è stato “ripulito” dalle tante auto lasciate in sosta da residenti sbadati o turisti poco informati. Nonostante i divieti siano stati comunicati con largo anticipo e con diversi canali (anche lettere consegnate nelle cassette delle lettere), sia via Nicola Fabrizi e via Venezia, le prime due strade interessate dalla partenza del Giro, nelle prime ore del mattino sono state rimosse 40 auto (numero lievitato durante le ore successive della giornata sommando le auto rimosse sulla riviera). Fino alle 11, quando le partecipanti alla gara ciclistica hanno preso la strada verso L’Aquila - arrivo di tappa - la città è stata semideserta. Anche i pochi parcheggi attualmente disponibili nell’area di risulta (quasi metà del mega parcheggio a pagamento, dalla file 12 in poi, non è utilizzabile a causa dei lavori), fino a quell’ora erano ancora liberi. Si sono via via riempiti con il passare delle ore, fino ad esaurirsi nel pomeriggio.
Il timore di non poter circolare e non riuscire a parcheggiare ha frenato molti pescaresi e non solo, che hanno preferito aspettare qualche ora in più prima di raggiungere l’ombrellone per non restare bloccati tra divieti e strade chiuse. Ne ha risentito anche il commercio, tra i negozi aperti anche di domenica - sperando nell’afflusso di gente attratta dal Giro (poca) - e attività della ristorazione, rimaste quasi vuote per tutta la mattina.
Dopo il saluto alle partecipanti al Giro, con l’avvicinarsi dell’ora di pranzo, è iniziata un’altra corsa, quella verso gli stabilimenti balneari, da nord a sud del lungomare. I disagi maggiori, come sempre, nel tratto più a nord, dalla Nave di Cascella in su, dove si concentra il maggior afflusso di giovani e di bagnanti che arrivano anche da fuori città. Impossibile trovare parcheggio, ma qualcuno ci prova lasciando l’auto negli stalli riservati ai veicoli elettrici o in quelli dei motorini. Il risultato? Multa e rimozione forzata. È andata decisamente meglio a chi ha scelto di andare al mare sfruttando la Navetta messa a disposizione dal Comune, che ha viaggiato su e giù per il tratto litoraneo mai a pieno carico, segno che i residenti e i turisti devono ancora abituarsi e conoscere meglio orari, fermate e vantaggi di questo servizio. Situazione meno problematica sul lungomare sud, con gli stabilimenti pieni fin dal mattino e posti auto che hanno retto, almeno fino all’ora di punta del pranzo.
Praticamente deserta anche la strada parco, che d’estate veniva sfruttata anche come parcheggio per chi doveva passare il week end al mare: qualcuno ha approfittato della città “distratta” dal Giro d’Italia femminile e dalla voglia di mare per fare una passeggiata o una pedalata in barba al divieto dell’ultima ordinanza del sindaco, qualcuno (pochissime persone) sceglie già la corsia ciclabile lato monti che costeggia la strada destinata (chissà quando) al filobus.
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