Multe all’Orta, il Wwf: paradossale l’intervento dei politici

Ma dopo il presidente della Provincia, anche l’assessore regionale Di Matteo difende «la promozione del territorio»
BOLOGNANO. «Lo spiacevole episodio delle 68 multe ai turisti sanzionati per aver attraversato il torrente Cusano, seguendo un sentiero segnato, impone una riflessione sul quadro normativo e su come possa dare adito ad interpretazioni nuove, rispetto ad una prassi ultra ventennale di segno diverso, per evitare danni alla promozione e allo sviluppo dei territori». Dopo il presidente della Provincia Antonio Di Marco, è l’assessore regionale ai Parchi e alle riserve della Regione, Donato Di Matteo, a intervenire così sul caso delle multe di domenica. Facendo sapere che predisporrà un aggiornamento del dato normativo e ricordando che lo scorso anno a Cusano e alla cisterna di Bolognano, si sono registrate oltre 17mila presenze «linfa economica anche a tutela delle aree protette, soprattutto per quelle minori, con l'acquisizione di nuove risorse da destinare proprio allo studio scientifico del territorio, alla sua adeguata protezione e al suo sviluppo condiviso con tutte le popolazioni interessate».
Ma, dicono gli ambientalisti del Forum abruzzese dei movimenti per l’acqua: «Nessun fiume è attualmente aperto alla balneazione in Abruzzo. Solo il lago di Scanno è ufficialmente balneabile. La questione della baneazione incontrollata alla cisterna di Bolognano è nota da decenni. Probabilmente il modo di risolverlo non è nella repressione dei comportamenti di singoli che andrebbero prevenuti con un'informazione capillare anche sugli aspetti della potenziale incidenza ambientale e con un’attenta regolamentazione. Tra l’altro la Cisterna di Bolognano non è in un posto isolato. Il corso d'acqua che la forma a monte ha diversi nuclei abitati. Ci sono potenziali fonti di inquinamento che devono essere adeguatamente monitorate e valutate secondo i termini di legge».
Sulla vicenda interviene anche il Wwf Chieti-Pescara che definisce «paradossale e preoccupante l'intervento di diversi amministratori locali. È stato commesso un reato ed è stato perseguito dai tutori dell’ordine. Non è concepibile», dice il Wwf, «che si giustifichino comportamenti irrispettosi. Si è arrivati, in questi giorni, a promuovere persino l'ipotesi di disobbedienza civile». Nell’esprimere «piena solidarietà ai Carabinieri forestali, messi assurdamente sotto accusa», il delegato regionale del Wwf, Luciano Di Tizio, definisce «inqualificabile l’atteggiamento di alcuni amministratori abruzzesi».

