Multe alle bici fuori posto «Ok, ma dateci più stalli»

Cittadini e balneatori d’accordo con il sindaco che vuole una riviera più ordinata E puntualizzano: inciviltà è anche la mancanza di servizi da parte del Comune
PESCARA. Il parcheggio selvaggio di bici sulle aiuole, legate a pali della luce, segnali stradali o alberi non piace a nessuno. Nemmeno a chi utilizza il mezzo a due ruote. Tutti d’accordo quindi con l’ordinanza dell’amministrazione Carlo Masci che dichiara guerra alla sosta al di fuori degli stalli appositi dei mezzi a due ruote. Ma per tutti è urgente potenziare le rastrelliere a disposizione, specie intorno agli stabilimenti. Nei giorni scorsi, con un provvedimento del dirigente alla Mobilità, Giuliano Rossi, è stato introdotto il divieto di sosta delle bici al di fuori degli stalli su tutto il lungomare, dal confine nord a quello sud della città. In caso di violazione, le bici verranno rimosse e il proprietario dovrà recuperarla, pagando una multa.
DECORO. «È una questione di decoro urbano», commenta la signora Adele, a passeggio sulla riviera insieme al marito Peppino, in sella alle loro biciclette dotate di seggiolini per i 3 nipoti. «Le bici fuori posto non vanno messe. È un peccato vedere mezzi legati ai pali, specie le carcasse di vecchie bici. Però gli stalli che ci sono vanno integrati assolutamente». «Le biciclette dovrebbero essere lasciate solo negli stalli appositi», rimarca Peppino, «ma vanno aggiunti spazi in più. Noi abbiamo un garage proprio sulla riviera, ma quando prendiamo le bici per spostarci, abbiamo difficoltà a trovare posto. Spesso anche i nostri tre nipoti prendono le biciclette e quindi è impossibile trovare spazio per cinque mezzi».
«Mi chiedo quale sia davvero l'inciviltà», sottolinea Filomena Papola. «Se delle persone che utilizzano la bici, ma non trovano posto e quindi sono costrette, per non farsi rubare i mezzi, a legarli ai pali. Oppure se l’inciviltà sia della pubblica amministrazione che non mette a disposizione un servizio. Sono d’accordo sul rispetto delle regole, ma è anche vero che chi compie questa infrazione lo fa perché non ha alternative».
«Sinceramente lego spesso la mia bicicletta attorno ai pali», confessa Maria Chiara, di 29 anni. «Lo faccio sia perché non trovo posto, ma anche un po’ per comodità. Le rastrelliere sono affollate, bisogna abbassarsi per legare la bici, mentre il palo, essendo alto, è più pratico. Credo che il divieto sia giusto, ma dovrebbero essere aumentate le rastrelliere».
RISCHIO FURTO. «Andrebbe benissimo se ci fossero più rastrelliere specie nella zona dei lidi», ribadisce Serena Francione. «Uso spesso la bici anche con i bambini. Andiamo al mare nella zona centrale, e non riusciamo mai a trovare posto. A me non piace lasciare le bici sulle aiuole, anche per dare un esempio ai miei figli e quindi spesso sono costretta a legarle tra loro, ma in questo modo sono a rischio furto. La riviera dovrebbe essere tappezzata di rastrelliere sul marciapiede, piuttosto che vedere bici buttate ovunque. Se non si potenzia il numero di stalli, le multe diventano ingiuste». «È giusto non parcheggiare sulle aiuole, ma ci vuole l'alternativa», dice Franco Carolla. «Si incentiva tanto il trasporto sostenibile, ma poi arrivare al mare e non trovare posto per le biciclette è un controsenso».
«Durante il weekend c’è sempre tanta gente ed è difficilissimo trovare uno spazio. Penso che il Comune e gli stabilimenti dovrebbero mettere a disposizione più rastrelliere», sottolinea Rita Frentano.
I BALNEATORI. L’ordinanza trova d’accordo anche i titolari dei lidi a cui quest’anno il sindaco ha chiesto di trovare uno spazio all’interno delle proprie concessioni per sistemare le rastrelliere, per sgomberare il marciapiede. «Parcheggiare sulle aiuole credo sia un segno di inciviltà, però è importante dare un giusto servizio al cliente» sottolinea Alessio Terra della Croce del Sud. «Io ho acquistato sei rastrelliere, ma penso che il Comune dovrebbe mettercene a disposizione anche altre». Stessa opinione per Andrea Ammazzalorso, gestore insieme ai fratelli Franca e Stefano dell’Ammiraglia. «Abbiamo messo delle rastrelliere dentro, ma non sono sufficienti. Tra l’altro un paio ci sono state rubate alla fine della scorsa stagione», dice. «Sarebbe utile che il Comune ne mettesse altre sul marciapiede, altrimenti è altissimo il rischio che le persone vengano a parcheggiare dentro la pineta».
«Facciamo tanto per abbellire la nostra riviera, ed è uno scandalo vedere bici e monopattini buttati ovunque», sottolinea Domenico Pagliari di Apollo, «ma il Comune dovrebbe consegnarci più rastrelliere. Dobbiamo collaborare tutti, perché se ognuno coltiva il suo orticello non si fa nulla».
«In un paese civile mi sembra logico che non si parcheggino le bici ovunque», commenta Riccardo Ciferni di Trieste. «Una città come Pescara che negli ultimi anni ha avuto una trasformazione nella direzione della mobilità sostenibile, deve predisporre le piste ciclabili, ma anche aumentare gli spazi per parcheggiare, perché adesso ce ne sono troppo pochi».

