Multe annullate, ora fa ricorso il Comune

28 Maggio 2022

Va avanti il braccio di ferro tra l’Ente e i cittadini per le 25mila sanzioni fatte dall’autovelox in 6 mesi

PESCARA. Va avanti il caso dell’autovelox di via di Sotto che da febbraio ad agosto 2021 ha portato all’emissione di oltre 25mila multe. Secondo quanto riferisce il Coordinamento Pescara Colli, in questi giorni «migliaia di cittadini pescaresi stanno ricevendo le convocazioni da parte del Tribunale per il ricorso che il Comune di Pescara ha intentato contro di loro. La colpa dei cittadini», scrive il comitato, «è quella di essersi rivolti al Giudice di pace per le oltre 25.000 multe emesse dall’autovelox di via di Sotto quasi tutte a carico dei residenti dei Colli, ed aver ottenuto l’annullamento delle sanzioni». E aggiungono: «Dopo la punizione della multa, arriva dal Comune la punizione del ricorso che porta i cittadini in Tribunale e li costringe a pesanti spese legali». In sostanza il Comune ricorre, chiedendo l’annullamento della sentenza che annulla le sanzioni, dichiarando la sentenza del Giudice di pace erronea e legittima, «con otto pagine dense di citazioni e rimandi normativi», fanno presente i cittadini. Che invece incalzano: «Con la delibera 8694 del 17 marzo 2022, la suprema Corte di Cassazione ha stabilito che gli autovelox non devono soltanto essere approvati dal ministero dei Trasporti, ma anche omologati. Sancendo che le apparecchiature di misurazione della velocità debbano essere sottoposte ad omologazione, è chiaro che secondo la Corte non basta l’approvazione del Ministero, nemmeno se l’accertamento avviene con la contestazione immediata del superamento del limite di velocità e periodicamente tarate e verificate. Di nuovo, l’articolo 192 del Regolamento di esecuzione del Codice non consente di fare diversamente: un’omologazione si può rilasciare solo quando esistono specifiche norme tecniche di riferimento». Ora, va avanti il coordinamento dei cittadini, «si è in attesa del decreto dal Ministero infrastrutture che chiarisca questo dilemma. Qualsiasi sarà la decisione è positivo che i dispositivi non omologati secondo la norma vigente non siano legittimi».
E infine: «Nel caso dell’autovelox di via di Sotto le ragioni dell’illegittimità sono molteplici, trattandosi di uno degli unici casi in Italia di autovelox a 30km/h all’interno del centro abitato. Resta la certezza che in questa circostanza la sanzione amministrativa è stata irrogata per fare cassa, e ha causato disagi e problemi non solo economici ma anche funzionali a decine e decine di residenti nella zona, e in molti ora dovranno decidere se continuare a combattere contro il gigante o pagare. Ricordiamo che il Ministero aveva bocciato l’installazione dell’autovelox a 30km h su strade come quella di via di Sotto, dove manca il requisito principale che giustifica la necessità di installazione degli autovelox sia su via di sotto che a colle Renazzo: non è stata riscontrata alta incidentalità nei 5 anni precedenti».