Multe con autovelox: 2,7 milioni in 15 mesi

29 Novembre 2018

Da agosto 2017 a oggi grazie all’impianto sulla Tiburtina il Comune ha incassato più di Imu, Tari e Bucalossi messi insieme

MANOPPELLO. In poco più di un anno quell’autovelox ha fatto incassare al Comune circa 2 milioni e 700 mila euro. Più di quanto incassato attraverso Tari, Imu e Bucalossi messi insieme. Nella Val Pescara non c’è famiglia che non abbia ricevuto almeno una multa a causa di quell’impianto piazzato tra il chilometro 208 e il chilometro 209 della statale Tiburtina Valeria, proprio all’altezza di un semaforo. Proteste arrivano da Torre de’ Passeri, Scafa, Bussi, San Valentino, Rosciano, Popoli, Pescara e Chieti.
Il sindaco di Manoppello Giorgio De Luca sembra quasi pentito: «Un cuore ce l’abbiamo tutti», dichiara. «Ci siamo preoccupati della sicurezza in un tratto che ha sempre registrato gravi incidenti oltre al fatto che lo Stato oggi non ci finanzia e dobbiamo provvedere con risorse alternative, ma nessuno si sarebbe aspettato cosi tante infrazioni. Mi dispiace per le famiglie che si vedono arrivare due, tre multe in una volta». Lacrime di coccodrillo, verrebbe da dire.
Perché ormai Manoppello, insieme al Volto Santo e a Marco Verratti, ha un nuovo motivo per essere famoso: l’enorme cumulo di verbali notificati agli automobilisti che da agosto 2017 hanno la sventura di attraversare la Statale 5 Tiburtina Valeria nel punto in cui ci si imbatte in una postazione fissa di controllo della velocità che sta generando introiti record alle casse comunali. «Il contratto con la Cross Control di San Benedetto», prosegue De Luca «scade ad aprile 2019 e vedremo il da farsi». Quindi ancora 4 mesi di attività per il Velocar Red & Speed Evo, questa la denominazione tecnica, che in questo caso specifico opera solo con il controllo della velocità nonostante l’apparato di ultima generazione preveda anche la funzione di controllo per lo stop del veicolo entro la striscia d’arresto in caso di rosso. Un Comune attento quindi, fermo nell’impresa sacrosanta di educare al massimo rispetto della velocità stradale sul territorio comunale al punto di generare la maggioranza delle contestazioni per infrazioni che non superano i 10 km orari, fino a un massimo di 20. E all’ufficio infrazioni della Polizia municipale non si contano le proteste ricevute anche per lettera. Per non parlare delle reazioni e delle accuse pubblicate sui social: «Ci vorrebbe un Tir per passarci sopra e spianarlo appena montato», uno dei tanti messaggi pubblicati nelle chat dei vari gruppi di residenti in Val Pescara dopo la notizia di un’ulteriore installazione di autovelox nella stessa area, poi risultata falsa. E ancora, le proteste di un automobilista di Chieti: «Che senso ha un autovelox nei pressi di un doppio semaforo dove bisogna per forza fermarsi, a diversi km lontano dal centro cittadino, se non per ingrassare le casse del Comune?». L’autovelox si trova pochi metri prima e dopo i due semafori incriminati, distante dal centro della frazione dello Scalo e alcuni chilometri da quello di Manoppello Paese. Sorprendentemente «lo stesso rigore non vale per il collegamento da Ponte Alba a Manoppello Paese dove sfrecciano e sorpassano su linea continua», racconta un residente amareggiato. «Grazie per il verbale di 168 euro perché andavo a 60 km orari, girerò alla larga dal vostro paese e siamo in moltissimi. Grazie Manoppello, non verrò più», è il feedback di Giuseppe D’Andrea, il primo che appare su Google. Il Volto Santo e Verratti ce la faranno a cancellare i danni d’immagine causati dall’autovelox?
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