Multe e controlli a tappeto: stop ai ciclisti indisciplinati

19 Luglio 2020

Due pattuglie di vigili sulle riviere per garantire la sicurezza. Arrivano le rastrelliere

PESCARA. Una sanzione amministrativa che parte da 25 euro (ma può arrivare a un importo massimo di 99 euro) per chi pedala fuori dalle piste ciclabili e che può salire a 42 euro (173 euro se si applica la soglia massima) se si viene beccati a sfrecciare in bici sul marciapiede. In questo caso, anche per raggiungere gli stalli posizionati accanto gli stabilimenti balneari, le norme del codice della strada impongono di scendere dal mezzo e condurlo a mano. Un po’ come si dovrebbe fare quando si attraversa la strada sulle strisce pedonali.
Sono regole che possono sembrare banali, ma che spesso vengono ignorate da quei bikers indisciplinati che utilizzano le due ruote in maniera distorta e pericolosa, finendo sempre più spesso sul taccuino dei vigili urbani. La polizia municipale, guidata dal comandante Danilo Palestini, è impegnata in questi giorni in un’importante operazione di prevenzione sulle riviere che sfocerà, a partire dal primo agosto, in una fase repressiva con multe e rimozioni forzate delle biciclette trovate sulle aiuole davanti agli stabilimenti, attaccate ai tronchi degli alberi o ai pali dell’illuminazione anziché nelle apposite rastrelliere. Ieri e oggi sono in servizio due pattuglie di vigili urbani che sorvegliano a turno il lungomare per ammonire verbalmente i ciclisti che violano le regole. Il servizio, a garanzia «del rispetto e della salvaguardia delle aiuole della riviera» recentemente rimesse a nuovo dall’amministrazione del sindaco Carlo Masci, andrà avanti tutta l’estate. Le multe, in questo caso, in base all’articolo 158 del codice della strada, oscillano da un importo minimo di 40 euro a un limite massimo di 164 euro per chi parcheggia la bicicletta fuori dalle rastrelliere. Nei casi più gravi può scattare anche il danneggiamento delle aiuole, in violazione a un’altra norma del codice della strada (articolo 15), con conseguente rimozione forzata del mezzo e ritiro previo pagamento di una sanzione amministrativa aggravata dalle spese.
Le vecchie rastrelliere in ferro zincato, che resistono meglio alla salsedine, sono state in questi giorni rimosse dalle aree davanti alle scuole per essere posizionate sul lungomare, in prossimità degli stabilimenti balneari dove mancavano o delle spiagge libere. Gli stalli in autunno saranno di nuovo spostati dalle riviere e posizionati davanti gli istituti scolastici. L’obiettivo, come ha specificato il vice sindaco e assessore al Verde Gianni Santilli, è di «favorire sì la mobilità sostenibile e la promozione dell’uso delle biciclette per andare al mare e muoversi in città, ma che sia un uso disciplinato e in totale sicurezza».
D’altronde, per il codice della strada, il ciclista è considerato al pari di un conducente di qualsiasi altro veicolo. È tenuto, quando pedala in mezzo al traffico, lungo le strade prive di piste ciclabili, a rispettare il senso di marcia e a mantenere la destra, fermandosi ai semafori quando scatta il rosso e rispettando sempre e comunque tutti i segnali stradali. Anche i limiti di velocità sono importanti. La legge, in materia, è chiara e si applica anche alle bici elettriche e a quelle a pedalata assistita, che in città non possono superare i 25 chilometri orari. Questo vuol dire che la potenza massima non può essere superiore ai 250 W, oltre i quali occorre omologare il mezzo con targa, assicurazione, documenti e tutto l’equipaggiamento necessario di un comune ciclomotore, uso del casco compreso.
©RIPRODUZIONE RISERVATA