Multe senza foto, pioggia di ricorsi in vista

18 Ottobre 2018

Diritto di difesa negato: la sentenza dei giorni scorsi apre la strada a chi ricevette la contravvenzione

MONTESILVANO. «Appena notammo il disservizio sul sito, presentammo un’interrogazione consiliare proprio per evitare disagi agli utenti, e problemi per il Comune». A ricordare la preoccupazione per il mancato funzionamento del sistema digitale per la visione dell’infrazione da parte degli automobilisti multati dal “semaforo killer” all’incrocio di via Adige, è il capogruppo del Movimento 5 Stelle Cristhian Di Carlo.
Alla luce della sentenza del giudice di pace, che nei giorni scorsi ha riconosciuto leso il diritto di difesa accogliendo il ricorso, e annullando la contravvenzione, di una ditta di Montesilvano sanzionata dal Photored, ma impossibilitata a vedere la relativa foto per un errore del sistema informatico, il pentastellato sottolinea come in quello stesso periodo (febbraio 2017) il suo gruppo consiliare aveva portato il problema in Consiglio comunale per chiedere delucidazioni al sindaco Francesco Maragno e alla sua giunta. Nell’interrogazione, protocollata il 15 febbraio 2017, circa una settimana dopo rispetto alla sanzione elevata e poi annullata dal giudice (8 febbraio), il Movimento 5 Stelle sottolineava come il black-out del servizio online, segnalato da tantissimi cittadini multati, avrebbe creato un maggiore afflusso di cittadini al Comando della polizia locale, un maggiore impegno degli addetti relativo all’invio di mail di chiarimento, ma soprattutto la presenza di indicazioni fuorvianti sul verbale. Ed è proprio quest’ultimo punto che ha spinto la ditta di Montesilvano, rappresentata dall’avvocato Jody Aliano, a fare il ricorso e a vincerlo, evitando il pagamento della multa e la decurtazione dei punti sulla patente di chi, in quel momento, era alla guida. A rispondere all’interrogazione del Movimento 5 Stelle durante la seduta del consiglio comunale del 24 marzo, erano stati sia l’assessore Valter Cozzi che il segretario generale Alfredo Luviner, in qualità di dirigente ad interim del settore Polizia locale, spiegando come, all’origine del disservizio, ci fosse un sovraccarico del sistema informatico dovuto all’impressionante mole di multe elevate in quei mesi. Basti ricordare che nel solo mese di novembre 2016 le multe elevate furono 6.431. Per questa ragione, sicuramente da gennaio 2017 e almeno fino alla fine di marzo (data del consiglio comunale), il servizio online andò in tilt, spiazzando gli stessi uffici tecnici e creando un disservizio agli utenti, in particolare a quelli provenienti da altre città. Come ricordato in quella sede dal segretario Luviner, infatti, «non ci si aspettava che arrivassero tutte quelle multe», il server si dimostrò inadeguato e sarebbero serviti diversi giorni per trovare una soluzione tecnica al problema. Nel frattempo, però, molti degli automobilisti multati notarono il black-out, non potendo visionare la foto dell’infrazione contestata. Motivo per cui adesso, dopo la sentenza dei giorni scorsi, chi non ha già pagato, potrebbe decidere di fare ricorso. Così come, chi si è visto respingere il ricorso già presentato, potrebbe ripresentarne un altro proprio alla luce di questa sentenza che fa riferimento al diritto di difesa leso. Circostanza che non appare possibile per gli automobilisti sanzionati in quel periodo che abbiano già pagato la sanzione: con il pagamento hanno implicitamente ammesso di aver commesso quell’infrazione. (a.l.)