Muore a 23 anni in strada per un malore

11 Dicembre 2018

Pietro Rapini, ingegnere di Cappelle ed ex studente del D’Ascanio, si stava specializzando al Politecnico. È caduto dalla moto

CAPPELLE SUL TAVO. Giovedì avrebbe presentato al rettore del Politecnico un drone progettato e realizzato completamente dal suo team. Ma non ce l’ha fatta Pietro Rapini, 23 anni di Cappelle sul Tavo, ingegnere aerospaziale che al Politecnico di Milano si stava specializzando in strutture aeronautiche. Il suo cammino radioso e sorridente, come racconta chiunque l’abbia solo sfiorato, è stato interrotto alle sei di domenica mattina da un malore che l’ha sorpreso mentre era alla guida del suo Vespone su una strada di Milano, zona Sanagosta. Stava tornando a casa Pietro ma, come ha stabilito ieri l’autopsia disposta per chiarire la causa dell’incidente, avvenuto senza altri mezzi coinvolti e senza lasciare segni di frenata, è sopraggiunto il malore mortale: la “dissezione dell’aorta”. In pratica, la rottura dell’aorta che in una manciata di secondi ha fatto perdere a Pietro il controllo del mezzo facendolo crollare a terra. Era ancora in vita quando è stato soccorso da carabinieri e sanitari, ma è durato poco. Pochissimo. E la notizia della tragedia è piombata a Cappelle sul Tavo quando era da poco giorno e la polizia municipale è andata a suonare a casa dei genitori Mirella Di Michele e Silvio Rapini, funzionario della direzione generale della Bcc di Cappelle sul Tavo lei, e titolare di un maneggio della zona lui. Una famiglia conosciutissima e stimata a Cappelle e non solo, come racconta affranta il sindaco Maria Felicia Maiorano Picone: «È una tragedia che ha colpito tutta la comunità, una famiglia perbene, un ragazzo splendido. Purtroppo l’ennesimo che perde Cappelle, che ha questo triste primato: prima di Pietro altri ragazzi ci hanno lasciato, e per ognuno lo stesso dolore».
Parole di cordoglio che arrivano anche da Michele Borgia, presidente della Bcc abruzzese che in un post su Facebook rappresenta tutto il dolore e la vicinanza dei colleghi di lavoro della mamma di Pietro, funzionaria storica della Bcc: «La Bcc Abruzzese in tutte le sue componenti, profondamente scossa dal dispiacere, esprime le più sincere condoglianze alla famiglia». Ed è un dispiacere che accomuna chiunque abbia conosciuto Pietro e la sua famiglia, unita, riservata, perbene. Oltre ai genitori, Pietro lascia la sorella maggiore Caterina che proprio di recente si è laureata a Bologna. Ragazzi talentuosi come testimonia chi ha conosciuto Pietro, sempre in prima linea qualunque cosa facesse, mille interessi, mille amici, la passione per la musica e un futuro professionale che lasciava già intravedere successo e soddisfazioni. A 23 anni era riuscito già a raccoglierne e a regalarne tanti a chi gli stava vicino. Oggi probabilmente, i suoi genitori potranno riportarlo a casa dove l’attendono i familiari, gli amici, l’intera comunità. Quasi certamente domani i funerali.