Muore a 50 anni Zarco Catoni: addio all’imprenditore nautico

4 Settembre 2019

Il ricordo degli amici: tra le sue passioni i motori e gli animali. Sorrideva sempre, era di poche parole Aveva vissuto in viale Regina Margherita. Nessuna cerimonia, prevista solo la camera ardente

PESCARA. I ricordi sono indelebili. E sono tutti piacevoli. La morte improvvisa di Zarco Catoni, imprenditore pescarese della nautica scomparso a cinquant’anni, ha turbato gli amici di oggi e anche quelli di un tempo, che spendono parole di affetto per Zarco.
Su tutti parla Valerio Forcucci, che lo frequentava spesso e che gli ha dedicato un pensiero anche su Facebook. «Era il classico compagnone, amico di tutti. E tutti gli volevano bene. Un tipo di poche parole, un taciturno, che però si faceva sentire quando aveva qualcosa da dire. Sul suo viso c’era sempre il sorriso, immancabile, e aveva una parola buona per chiunque, in ogni occasione». Era nota a tutti la sua «passione per i motori e poi amava incondizionatamente gli animali, in particolar modo i suoi amici a quattro zampe», dice sempre Forcucci. «Lascerà un vuoto incolmabile tra gli amici», aggiunge Forcucci rivolgendo il suo pensiero alle persone più vicine a Catoni, e cioè la madre Anna e la sua compagna, Marta.
In passato Catoni – che assemblava barche e si occupava di assistenza e manutenzione - aveva vissuto con la madre in viale Regina Margherita, vicino al parco Florida, e il ricordo che ha di lui Massimiliano Gagliardi risale proprio a quel periodo. «Fin da quando eravamo ragazzi ci incontravamo tutti tra viale Regina Margherita e piazza Salotto» e la passione di questi giovani era «impennare con le moto». Al centro delle loro conversazioni c’erano «i motori», dice sempre Gagliardi sottolineando l’amore di Catoni per questo settore.
«La sua generazione è quella cresciuta tra piazza Salotto, luogo di incontro invernale, e il tratto di mare tra Istria e Croce del Sud, dove ci si spostava d’estate. Era un amicone, conosceva tante persone» e dal punto di vista imprenditoriale era «uno innovativo», come dimostra «il progetto di realizzazione di un super gommone». Nessuno riesce a credere a questa «brutta notizia», è «un duro colpo» sapere che questo «eterno ragazzone», come lo definiscono su Facebook, non ci sia più. «Era un grande sportivo come il padre, un amante del mare, della natura, del tennis e della motonautica”, dice Marco Lauria, cugino di secondo grado, che non lo vedeva da quando aveva lasciato Pescara, spostando altrove le sue attività. «Un eterno giovanotto, che non ha mai fatto male a nessuno», e di lui conserva l’immagine «con infradito ai piedi, pantaloncini e maglietta a maniche corte a qualsiasi temperatura». Era una famiglia molto conosciuta, negli anni ’70, e «Zarco aveva mostrato le proprie capacità nel campo della nautica, riconducibili al suo “super gommone”», conclude Lauria.
La scomparsa di Zarco ha colpito molto anche Francesca Schunck che ha pubblicato su Facebook la foto di un’area vicina al Florida dove un tempo si poteva immancabilmente trovare Zarco, quando erano ragazzini. «Per tutta la mia adolescenza», scrive, «ho passato interi pomeriggi a vederti verniciare, montare e smontare moto e motorini». Ieri si è fermata di nuovo in quel punto per alcuni minuti «e ti ho rivisto qui indaffarato, a maniche corte 12 mesi l'anno e circondato da mille amici. Questa era una tappa obbligatoria, tutti passavamo di qui per venirti a fare un saluto e se non c'eri, basta una suonata di clacson e scendevi, salvo Gran Premio e Wimbledon. Tu c'eri sempre e per tutti, con il tuo cuore sconfinato», ha aggiunto rivolgendosi direttamente a Catoni.
Anche se da un po’ aveva lasciato Pescara, gli amici che vogliono salutarlo per l’ultima volta possono farlo oggi, fino alle 20, a Città Sant’Angelo, nella casa funeraria De Bonis, a Città Sant’Angelo. Nessun funerale, come aveva chiesto.