Muore a 64 anni il comandante dei vigili

3 Giugno 2021

Antonio Di Virgilio stroncato da un malore in casa: la mattina era uscito in bici. Il cordoglio di Cantò: un onore lavorare con lui

CEPAGATTI. Il suo cuore da sportivo non ha retto. Antonio Di Virgilio, 64 anni, comandante della polizia municipale di Cepagatti, ha avuto un malore mentre era a casa, in contrada Collina, a Nocciano, e non ce l’ha fatta. Inutili i soccorsi dei parenti, inutile l’arrivo del personale del 118, con elicottero e ambulanza. In casa Di Virgilio si è consumata una tragedia, ed è accaduto tutti in pochi minuti, quelli in cui il cuore del comandante si è fermato per sempre e la speranza di salvarlo si consumava rapidamente, facendo emergere dolore, tristezza e uno sgomento inesprimibile.
Ieri mattina Di Virgilio era stato in bicicletta, la passione di una vita, poi era rientrato e aveva pranzato e il malore che lo ha stroncato è arrivato poco dopo. I familiari hanno chiesto aiuto al 118 e mentre ricevevano telefonicamente, proprio dalla centrale del 118, le istruzioni per un primo soccorso e per la rianimazione, a Pescara si sollevava l’elicottero per raggiungere Nocciano nel più breve tempo possibile. Nel frattempo si è mossa anche una ambulanza ma all’arrivo di medici ed infermieri per Di Virgilio non c’era più niente da fare.
È «sconvolto» il sindaco di Cepagatti, Ginò Cantò, che lo conosceva da 35 anni, per cui il loro rapporto andava ben oltre l’aspetto lavorativo. Di Virgilio, che lavorava a Cepagatti dal 2001, era prossimo alla pensione e «non vedeva l’ora di raggiungere questo traguardo, alla fine dell’anno», racconta Cantò parlando della passione per le due ruote di Di Virgilio, impegnato a livello dilettantistico e già campione italiano tra i cicloamatori. Un uomo «cordiale con tutti e dedito al lavoro», prosegue il sindaco che non riesce a credere a quanto accaduto. «Averlo a fianco nell’amministrazione è stato un onore», dice Cantò dimostrando tutta la sua ammirazione per Di Virgilio.
«È sempre stato ligio al dovere, si è dedicato al lavoro con onestà, rispettando le regole e il principio di prossimità ai cittadini». Impossibile non pensare all’ultimo periodo, il più duro. Nonostante le difficoltà, sono state «superate brillantemente le prove incontrate, grazie alle capacità di Di Virgilio di guidare il corpo della polizia locale».
Pensare che non ci sarà più non è semplice. «Mi mancheranno la sua disponibilità, la sua determinazione, e la capacità di affrontare le emergenze con metodo e disciplina. Io perdo una persona straordinaria e la città uno dei suoi rappresentanti migliori». Cantò si è stretto «con un abbraccio commosso alla famiglia», pensando alla moglie del comandante, Oriana, alle figlie Maya e Giorgia, oltre che alla madre Annina. I funerali domani, a Nocciano, alle 10.
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