Muore a trent’anni, si sospetta l’overdose

21 Giugno 2018

Inutili i soccorsi del 118 nella casa della droga. La polizia indaga per risalire allo spacciatore

PESCARA. Ha visto il compagno sentirsi male e accasciarsi. La donna, terrorizzata, ha cominciato ad urlare, ha chiesto aiuto. E ha fatto arrivare un’ambulanza per soccorrere il trentenne. Ma non c’è stato niente da fare per M.A., nato a Mazara del Vallo (Trapani), passato di città in città fino ad approdare a Pescara nel 2017. L’uomo, raggiunto dall’equipaggio del 118, è stato rianimato sul posto e trasportato in ospedale con l’ambulanza ma è arrivato morto al pronto soccorso. E si sospetta che sia deceduto per una overdose, anche se sarà l’autopsia a stabilire con esattezza la causa della morte. E gli esami tossicologici stabiliranno il tipo di droga assunto.
La tragica fine del trentenne ripropone ancora una volta il degrado della “casa della droga”, un’area della Tiburtina trasformata da sbandati e tossicodipendenti in un rifugio sicuro. Nei capannoni mai terminati vicino al supermercato Conad entrano ed escono ad ogni ora persone che hanno bisogno di appartarsi per consumare droga. E proprio in questo punto è stato già trovato morto un uomo a maggio del 2017. Sempre lì è stata consumata una violenza sessuale ai danni di una giovane che si era appartata con un amico. A nulla è servito recintare l’area con il filo spinato e chiudere i varchi creati nel muro da chi voleva intrufolarsi a tutti i costi. Inutili anche gli sgomberi delle forze dell’ordine, con la pulizia da parte degli operai di Attiva. Bastano poche ore e tutto torna come prima. Lo dimostra l’episodio di ieri.
Il trentenne e la compagna si sarebbero appartati in un bugigattolo (pieno di siringhe) vicino ai capannoni per consumare droga. L’uomo si sarebbe sentito male e la donna avrebbe cominciato a chiedere aiuto facendo avvicinare altri occupanti abusivi dell’area. L’intervento del 118 è sembrato risolutivo, in un primo momento, ma il cuore del trentenne ha smesso di battere prima che arrivasse in ospedale. La squadra mobile, diretta da Dante Cosentino, sta ricostruendo l’accaduto. Da individuare la droga assunta per poi risalire allo spacciatore che gliel’ha ceduta. L’uomo era stato fermato in passato e segnalato per reati contro il patrimonio e invasione di edifici.
Il consigliere comunale Massimiliano Pignoli ha denunciato alcuni giorni fa alla questura e alla municipale lo spaccio e la prostituzione che si registrano ogni giorno sulla Tiburtina, chiedendo di intervenire. (f.bu.)