Muore in campo davanti al figlio

6 Giugno 2015

Tragedia a Montesilvano durante una partita di calcetto. La vittima è il pescarese Roberto Di Nardo, 50 anni, ex giocatore

PESCARA. L’ultimo gol l’ha fatto poco prima di morire su assist del figlio Simone, giocatore della Folgore Sambuceto.

Roberto Di Nardo, pescarese di 50 anni molto noto negli ambienti del calcio a 5 dove ha giocato da professionista fino a dieci anni fa con la D’Angelantonio prima, e il Pescara calcio a 5 dopo, è morto giovedì sera proprio su un campo da calcetto, durante un torneo di calciotto al centro sportivo Vestina di Montesilvano. Una tragedia improvvisa, causata da un malore che ha sorpreso Roberto, padre di due figli, durante il secondo tempo, mentre dalla panchina si era alzato per fare un po’ di riscaldamento. «Voleva rientrare», racconta l’amico che gli era a fianco, Fabio Di Berardino, «perché aveva giocato pochi minuti nel primo tempo e la squadra stava vincendo». Ma non ce l’ha fatta Roberto a tornare in campo, perché, come riferisce Di Berardino, si è sentito male all’improvviso. «Stavamo scherzando, aveva appena detto che i ragazzi in campo bisognava premiarli con una cena. E invece».

Invece in una manciata di secondi è successo l’impensabile. «Roberto ha avuto appena il tempo di dire mi sento male e si è accasciato a terra», racconta ancora Di Berardino, titolare del ristorante Il Mulino di Montesilvano che sponsorizzava proprio la squadra iscritta al torneo di giovedì.

A nulla è valsa la corsa contro il tempo per salvarlo. In quel momento, erano circa le 22,45, intorno al campo c’erano circa cento persone, tra gli spettatori e le altre squadre che dovevano giocare dopo. Tra queste si sono fatti immediatamente avanti due giocatori che lavorano come infermieri e che hanno provato a rianimarlo con il massaggio cardiaco, mentre altre persone sono corse in strada, nel tentativo, riuscito, di fermare un’ambulanza che stava passando in quel momento. Ma nonostante, tutto, e nonostante l’arrivo di altre due ambulanze, per Roberto non c’è stato più nulla da fare, quasi certamente a causa di un infarto che non gli ha dato scampo.

Sul posto sono arrivati anche i carabinieri mentre il tragico tam-tam telefonico ha gettato nella disperazione i famigliari e gli amici più stretti di Roberto, prima assicuratore e da qualche anno titolare della ditta di impianti elettrici Rem di Spoltore, dove peraltro il 50enne si era trasferito da poco con la seconda moglie Lalla e il figlioletto Mattia.

Una morte improvvisa quanto drammatica, avvenuta sotto gli occhi del figlio Simone, che ha lasciato sconvolti tutti gli amici che giovedì sera erano in camp con lui e i tanti che conoscevano Roberto da quando giocava a calcio a 5 con la D’Angelantonio.

«È stato un mio giocatore», riferisce addolorato lo stesso presidente della squadra di allora, Guido D’Angelantonio, «fino al 2003 quando diventammo Pescara calcio a 5. Insieme abbiamo fatto la promozione in serie B, era un trascinatore, aveva indossato anche la fascia da capitano, perché comunque è sempre stata una persona responsabile, seria, a posto».

Un gruppo in cui giocava anche Fabio Di Berardino, che dell’amico racconta ancora: «Da vent’anni giocavamo insieme, ormai ci vedevamo tutti i giovedì. Insieme abbiamo fatto parecchi tornei insieme, anche quest’inverno. Ieri sera (giovedì ndr) abbiamo iniziato la partita intorno alle 22,20. Per questo torneo si era portato il figlio Simone, che non veniva quasi mai con noi, e altri ragazzi. Stavano giocando i più giovani dopo che noi eravamo stati in campo per pochi minuti nel primo tempo. Roberto voleva rientrare, si scherzava, non c’è stato nulla che potesse far presagire questa tragedia». E ieri, all’obitorio di Pescara per tutta la giornata in tanti sono andati a rendergli omaggio. Roberto Di Nardo, oltre al primogenito Simone avuto dal primo matrimonio, lascia Mattia, di quattro anni e la moglie Lalla, oltre all’amato fratello Kevin, molto più piccolo di lui, che seguiva come un figlio. I funerali si svolgeranno oggi alle 15,30 nella chiesa di Villa raspa di Spoltore.

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