Muore in ospedale, aperta un’inchiesta

1 Luglio 2022

Autopsia su una 75enne deceduta a Popoli dopo tre mesi di ricovero a Pescara. La famiglia: infezioni contratte in reparto

PESCARA. La procura di Pescara, prima di prendere qualsiasi decisione, dovrà attendere i risultati completi dell’autopsia eseguita ieri pomeriggio sul corpo di una donna di 75 anni, affetta da diverse patologie, deceduta il 27 giugno scorso all’ospedale di Popoli, dopo un ricovero durato circa tre mesi all’ospedale civile di Pescara. Ma dall’autopsia, eseguita dal medico legale Cristian D’Ovidio, è già emerso un primo chiaro risultato: la morte è dovuta a uno shock settico, conseguenza di una setticemia a causa di complicanze nate da alcune infezioni che la vittima aveva contratto. Sul caso la Asl ha aperto un’indagine interna «per valutare le cause del decesso della paziente».
Il fascicolo, attualmente contro ignoti e con l’ipotesi di reato di omicidio colposo, è nelle mani del pm Rosangela Di Stefano. L’esposto è stato presentato dal figlio della donna deceduta che ipotizza responsabilità a carico dei medici. I familiari si sono affidati all’avvocato Chiara Rinaldi del foro di Bologna, nominando anche un proprio consulente di parte per partecipare all’esame autoptico effettuato ieri pomeriggio dal medico legale. La paziente, che il figlio precisa nell’esposto «affetta da decadimento cognitivo ed altre patologie croniche», venne ricoverata a Pescara il 14 febbraio scorso per la presenza di febbre ma, a quanto pare, il primo test Covid risultò negativo. Rimase ricoverata fino al 25 maggio e dimessa con una diagnosi piuttosto complessa: oltre all’Alzheimer, anche diabete, encefalite virale, Covid 19, enterite da Proteus Mirabiliis, e soprattutto con gravi piaghe da decubito sacrale e dei talloni. Secondo quanto si legge nell’esposto, i medici di Pescara avrebbero dimesso la donna con l’indicazione, per i familiari, di provvedere a casa alle medicazioni delle lesioni da decubito: lesioni peraltro gravissime riportate nella documentazione fotografica a corredo dell’esposto. Talmente gravi da indurre a un secondo immediato ricovero. Questa volta a Popoli, in data 30 maggio, dove la donna è morta circa un mese dopo e, precisamente, il 27 giugno.
L’ipotesi sostenuta nell’esposto è che il decesso sia avvenuto a seguito della gravissima sepsi legata all’omessa applicazione di qualsivoglia protocollo e/o mezzi per il trattamento e la prevenzione delle lesioni da pressione e/o da decubito, unitamente all'omessa applicazione delle minime regole di vigilanza e assistenza del paziente, atteso che la predetta è risultata positiva (dopo circa un mese di degenza) ad almeno un paio di batteri di chiara origine nosocomiale». Da qui le accuse ai medici e la richiesta di sequestro, da parte della procura, delle cartelle cliniche e di tutta la documentazione relativa ai due ricoveri della donna a Pescara e Popoli, oltre all’effettuazione dell’autopsia.
Per avere una consulenza completa del medico legale bisognerà attendere almeno 60 giorni: D’Ovidio, una volta accertata la causa della morte, dovrà capire dove e come sono state contratte quelle infezioni da parte della paziente e lo potrà fare esaminando la documentazione medica e dopo aver eseguito gli accertamenti sui tessuti prelevati. Poi, in base ai risultati medici, il magistrato deciderà come dare seguito all'inchiesta.
Anche la Asl ha avviato accertamenti sul decesso della 75enne. A darne notizia è stessa Asl con una nota: «La direzione strategica apre un audit interno per valutare le cause del decesso».