Muore infermiere di 60 anni Scafa in lutto per Di Berardino

In servizio nel reparto di Chirurgia a Popoli, aveva accusato i primi sintomi una ventina di giorni fa Era in Terapia intensiva a Pescara. Addolorati amici e colleghi: «Un privilegio lavorare insieme»
SCAFA. Il paese in lutto per la perdita, a causa del Covid 19, dell’infermiere di 60 anni Francesco Di Berardino. Prestava la sua opera negli ospedali di Pescara e Popoli, nei reparti di chirurgia. Ha lottato contro l'infezione, ma non ce l'ha fatta. Lascia la moglie Maria e le figlie Dalila e Mila. Il decesso è avvenuto ieri mattina nel reparto Covid dell'ospedale di Pescara dove Di Berardino era stato ricoverato e tenuto in terapia intensiva. La notizia ieri si diffusa velocemente in paese e sui network si sono accese a centinaia le comunicazioni fra i tantissimi conoscenti, amici e colleghi che hanno rivolte le condoglianze, veramente sentite, alla famiglia. Inizialmente, circa 20 giorni fa, l’infermiere aveva accusato febbre ed altri sintomi tipici dell’infezione e, con la moglie, si era recato all’ospedale di Popoli per avere una diagnosi sulle sue condizioni. Ma qui i sanitari hanno ritenuto di inviarli all’ospedale di Pescara, dove l’infermiere è stato trattenuto, ricoverato e sottoposto, dopo essere risultato positivo al Covid 19, a terapia intensiva, mentre la coniuge è stata dimessa e posta in quarantena a casa, protocollo osservato anche dalla figlia che vive con loro. Ma alla fine, Di Berardino non ce l’ha fatta, infettato probabilmente a Popoli, dove si sono verificati altri due casi di contaminazione di infermieri. La notizia della sua morte si è diffusa velocemente ieri in paese dove Di Berardino era molto conosciuto e amato. Sui social si sono subito registrati, a centinaia, le esternazioni di affetto, di solidarietà e di condoglianze alla famiglia. «Abbiamo pregato tanto per te», scrive Anna su Facebook, «ma il Signore ti ha voluto con sé. Avevi assolto il tuo compito. Ti ricorderò sempre». «Un dolore immenso, un amico, un collega conosciuto», dice Antonella, «non ci sono parole per la scomparsa di una così deliziosa persona, sapevi sempre far ridere anche nei momenti più bui. Riposa in pace caro Francesco. Ti ricorderemo sempre per la bella persona che sei e resterai». E ancora Ciro: «Volevo scriverti questi giorni, ho voluto evitare, non volevo disturbarti, mi informavo tramite mio fratello per sapere come stavi, non pensavo accadesse. Ti ricorderò in quell'ultimo giorno quando ci siamo visti a Megalò quando prendemmo il caffè insieme». E Amalia: «Ho appena saputo che Francesco non ce l'ha fatta. Porgo le mie condoglianze alla famiglia. Ho avuto il privilegio di lavorarci insieme in Medicina. Gran bella persona, sempre disponibile e sorridente sia con i colleghi sia con i pazienti».
Intanto, resta stabile il numero dei contagiati in paese: sei persone alle quali vengono aggiunte altre due originarie di Scafa ma domiciliate in altri paesi. La benedizione della salma prima della sepoltura, si svolgerà domani nella tarda mattinata, in forma privata.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

