Muore travolto da due auto sulla riviera

9 Marzo 2024

La vittima è Vincenzo Mattucci, 49 anni: tamponato il suo scooter, poi l’uomo è stato centrato da un altro mezzo in corsa

MONTESILVANO. Stava andando a lavoro nello stabilimento balneare dove prestava servizio da quasi dieci anni quando, sul lungomare di Montesilvano, proprio all’altezza di quel lido, vicino al confine con Pescara, è rimasto coinvolto in un incidente stradale che non gli ha dato scampo. È morto così, ieri pomeriggio, Vincenzo Mattucci, 49 anni, nato ad Atri e residente a Montesilvano dove era molto conosciuto per via di quel lavoro da factotum sulla spiaggia e nel ristorante delle Tre Palme, tra Montesilvano e Pescara.
SCIA DI SANGUE Si allunga, dunque, la drammatica scia di sangue sulla riviera dove lo schianto si è verificato alle 15 in punto. Secondo le prime ricostruzioni, il montesilvanese, in sella al suo scooter 125, procedendo in direzione Pescara, stava per raggiungere la concessione balneare per dare una mano nei lavori di manutenzione. Per cause ancora in corso di accertamento da parte della polizia locale di Montesilvano, che si è occupata dei rilievi, lo scooter pare sia stato urtato nella parte posteriore da una Mercedes bianca condotta da un uomo di Montesilvano che procedeva dietro di lui nello stesso senso di marcia. A quel punto Mattucci, perdendo il controllo del mezzo, è scivolato sull’asfalto finendo sulla corsia opposta dove, nello stesso tragico momento, stava sopraggiungendo una seconda Mercedes grigia condotta da un uomo di Civitella Casanova. L’automobilista, pur provando a sterzare per evitare l’impatto, anche per via della presenza del cordolo della pista ciclabile che la macchina ha urtato, non ha potuto evitare lo schianto: il motociclista ha urtato violentemente contro la parte bassa dell’auto per poi rimbalzare e terminare la sua caduta qualche decina di metri più avanti, all’altezza di via Livenza.
SOCCORSI SULLA RIVIERA Da subito le condizioni di Mattucci, esanime sull’asfalto e che nello schianto ha perso il casco, sono apparse disperate. L’arrivo dei soccorsi, giunti sul posto con due ambulanze del 118 pochi minuti dopo la chiamata, e i tentativi di rianimarlo, andati avanti per oltre un quarto d’ora in un silenzio surreale e sotto gli occhi disperati del titolare dello stabilimento, dei due automobilisti coinvolti e di diversi passanti, non sono bastati a salvare la vita del 49enne. Sul posto sono arrivati anche i carabinieri di Montesilvano, così come i familiari e gli amici della vittima, tra cui una sorella e un cugino di Mattucci che non era sposato né aveva figli. La salma di Mattucci è stata trasferita all’obitorio di Pescara a disposizione dell’autorità giudiziaria.
SEQUESTRATI I CELLULARI Nel frattempo, le forze dell’ordine hanno sequestrato i tre mezzi e i cellulari dei due automobilisti che, visibilmente sconvolti per l’accaduto, hanno raccontato la propria versione agli agenti del comandante Nicolino Casale.
TELECAMERE SPENTE A contribuire a far luce sull’accaduto, invece, non serviranno le telecamere comunali di Montesilvano, installate proprio all’incrocio tra la riviera e via Livenza, all’altezza dello schianto, perché attualmente fuori uso, né quelle della stazione di servizio sul lungomare, perché rivolte solo verso le pompe di benzina.
TITOLARE IN LACRIME «Sono sconvolto», il commento tra le lacrime del titolare dello stabilimento Tre Palme, Stefano Moretti. «Lo stavo aspettando quando ho sentito un boato fortissimo. Mi sono affacciato e l’ho visto steso a terra in un mare di sangue. Sono corso da lui, ma in attesa dei soccorsi non sapevo che fare, mi sono sentito davvero impotente. Lavorava con me da quasi dieci anni, tra la spiaggia, il bar, il ristorante. Era il nostro factotum, ma soprattutto un amico, un fratello, un gigante buono amato da tutti. Veniva sempre anche a casa mia, non so come farò a dire a mio padre e a mia madre che Vincenzo non c’è più».
TRE ORE DI DISAGI Per consentire i rilievi, la rimozione dei mezzi e la pulizia della strada, il lungomare è rimasto chiuso per circa tre ore, causando lunghe code nel quartiere di Santa Filomena e sulla nazionale.