Muratore di Penne muore in Germania

Nicola D’Angelo trovato senza vita in un alloggio a Memmingen: stava per tornare in città dopo un periodo di lavoro all’estero
PENNE. Penne è in lutto e da domenica sera non riesce a darsi una spiegazione per la morte di Nicola D’Angelo, avvenuta in Germania all’età di 38 anni. Da qualche giorno era tornato a Memmingen, al confine con il Land del Baden-Württemberg, dove aveva lavorato per diversi anni in un’azienda edile con compiti da muratore specializzato: doveva riprendere le ultime cose che aveva lasciato lì per far ritorno definitivamente a Penne. Non sono ancora chiare le dinamiche della morte e le autorità competenti sicuramente daranno conto e spiegazioni ai familiari nelle prossime ore. Secondo le prime indiscrezioni, Nicola avrebbe dovuto incontrare un suo conoscente sabato a pranzo, ma all’appuntamento non è mai arrivato: il suo corpo è stato ritrovato senza vita nell’abitazione dove stava alloggiando.
A giorni sarebbe tornato definitivamente a Penne per rimettere radici e stare insieme alla sua famiglia, molto conosciuta nel capoluogo vestino. Sua mamma Annamaria Delle Monache e suo padre Aladino gestiscono il bar “Aladino” di piazza Luca da Penne, insieme con sua sorella Ilaria. Nicola lascia anche altri due fratelli: Simone e Cristian, quest’ultimo ricopre un ruolo nell’Esercito italiano.
Era un ragazzo pieno di vita Nicola D’Angelo, amava stare in compagnia e divertirsi con gli amici. Era appassionato di montagna e tifosissimo del Milan. «Sono ore che cerco di realizzare, ma credo che non ci riuscirò mai», dice l’amico Luca Di Simone. «Vorrei solo svegliarmi e rendermi conto che si è trattato di un brutto incubo, ma so già che purtroppo non sarà così. Tu per me sei stato molto più di un amico, e ce lo siamo sempre detti. Mai un litigio, mai una discussione, con te era praticamente impossibile non andare d'accordo. L’unica cosa che mi conforta», continua l’amico, «è che di te rimarrà sempre il ricordo dei momenti condivisi insieme, dei traguardi raggiunti, delle soddisfazioni ed anche delle delusioni, nel bene e nel male». «Era come un fratello per me, abbiamo lavorato insieme, in un mio momento di difficoltà, è stato l’unico ad aiutarmi. Ho il cuore a pezzi», ricorda Giuseppe D’Anastasio. Nei prossimi giorni, la salma farà ritorno a Penne.

