Muriana, aperte due inchieste: «Nessuno mi ha spinto al suicidio»

20 Giugno 2020

Le procure di Pescara e Chieti vogliono fare luce sulla volontà dell’investigatore di togliersi la vita nel giorno dell’interrogatorio sulla presunta calunnia legata alle indagini sulla strage di Rigopiano 

PESCARA. Sono due le inchieste aperte sul tentativo di suicidio dell'ex capo della squadra mobile di Pescara, Pierfrancesco Muriana, che mercoledì scorso ha cercato di togliersi la vita con il gas di scarico dell'auto in una zona deserta di Francavilla al Mare mentre magistrati e avvocati lo attendevano in procura, a Pescara, per essere interrogato in relazione all'accusa di calunnia che lo riguarda.
Ma è stato lo stesso ex dirigente a far sfumare l’ipotesi di reato: «Nessuno mi ha spinto a uccidermi», ha detto in ospedale ai carabinieri della compagnia di Chieti dopo essere stato salvato.
Il pm di Chieti Marika Ponziani, insieme ai carabinieri, sta cercando di focalizzare quali potrebbero essere stati i motivi che hanno spinto Muriana a compiere un gesto del genere, scongiurato dal provvidenziale intervento di una pattuglia di carabinieri forestali.
Per questo, ha aperto un'inchiesta per istigazione al suicidio, alla ricerca di chi o che cosa abbia provocato, direttamente o indirettamente, quella drammatica decisione. Ma anche la procura di Pescara, che detiene il fascicolo contro Muriana per la calunnia, si sta muovendo, in sinergia con i colleghi della procura teatina.
La Guardia di finanza, interessata dai pm Anna Rita Mantini e Luca Sciarretta, ha acquisito in ospedale il telefono cellulare di Muriana per verificare quale fossero state le ultime chiamate effettuate quella mattina e anche nei giorni scorsi, per trovare un eventuale filo conduttore che potrebbe essere legato alle vicende giudiziarie del disastro di Rigopiano, al centro di questo drammatico "caso Muriana", ma che potrebbe anche non avere a che fare con l'inchiesta sulle 29 morti dell'hotel. Certo, il biglietto lasciato dall'attuale dirigente della mobile di Manfredonia non lascerebbe dubbi sulla causa scatenante, ma resta comunque incomprensibile come un investigatore esperto e conoscitore dei meccanismi giudiziari, abbia ceduto così tanto alla pressione di un'accusa di calunnia che peraltro potrebbe anche finire in archivio come è accaduto per tutte le altre denunce presentate in questi ultimi mesi, dopo la chiusura formale dell'inchiesta su Rigopiano. Muriana, attualmente ricoverato nel reparto di psichiatria di Chieti, sta meglio e fra qualche giorno potrebbe essere dimesso. Restano ad attenderlo comunque due fascicoli ancora aperti a Pescara: quello sulla calunnia contro i carabinieri forestali da lui denunciati e la cui posizione è stata poi archiviata, e quello sull'abuso d'ufficio per il presunto lavoro investigativo su Rigopiano mal fatto sul versante prefettizio, denunciato da uno degli avvocati dei tre militari. Ai legali di Muriana, gli avvocati Augusto La Morgia e Marco Spagnuolo, è stato fatto sapere dalla procura che non appena Muriana si sentirà pronto potrà presentarsi davanti ai magistrati per sostenere quell'interrogatorio rimasto sospeso e che era in programma lo stesso giorno del tentato suicidio.