Musa fuori dalla giunta Gli assessori con Maragno

24 Aprile 2018

«Le sue visioni politiche si contrappongono a quelle dell’attuale amministrazione» Ma il centrodestra è in fibrillazione. Fratelli d’Italia: prioritaria l’unità della coalizione

MONTESILVANO. A tre giorni dalla revoca dell’incarico all’assessore Manola Musa, comunicata sabato scorso dal sindaco Francesco Maragno alla diretta interessata attraverso un secco messaggio sul gruppo “Giunta” di whatsapp, la spaccatura all’interno del centrodestra non solo prosegue, ma assume contorni regionali.
A prendere le distanze dall’ex assessore all’urbanistica sono invece gli attuali componenti della giunta, che sembrano fare quadrato intorno al sindaco. «Si è reso necessario procedere con la revoca dell’incarico di assessore in quanto le visioni politiche della signora Musa si contrappongono a quelle dell’attuale amministrazione», evidenziano. «Di fatto la signora Musa svolgeva all’interno della giunta il ruolo di opposizione. E’ dunque sicuramente venuto meno il rapporto di fiducia e di collaborazione che deve connotare l’incarico conferito ai singoli assessori». La squadra del primo cittadino, che dichiara di condividere «senza se e senza ma» la scelta di Maragno, è certa che d’ora in avanti potrà proseguire nel proprio lavoro «in un clima più disteso».
Contro la decisione del sindaco è invece il coordinatore regionale della Lega Giuseppe Bellachioma, che evidenzia come il cambio di passo che i cittadini hanno chiesto, con il loro voto, nelle elezioni politiche di marzo non sia stato evidentemente recepito. «Il gesto di Maragno», sottolinea Bellachioma «dimostra che questo desiderio di cambiamento non ha trovato ascolto». Sulla stessa lunghezza d’onda anche la Lega cittadina che, tramite il consigliere Aurelio Cilli, giudica «inconcepibile e grave revocare in questo modo l'incarico a un assessore. A Manola Musa va dato atto, invece, di aver svolto correttamente il proprio mandato pur dovendosi confrontare, in ogni occasione, con scelte sovraordinate non riconducibili ai programmi e alla cultura di centrodestra».
A ritenere «inopportuna e dannosa» per il centrodestra la revoca di Musa è anche il coordinamento regionale di Fratelli d’Italia, partito che aveva in Musa la portavoce cittadina del partito e candidata alle ultime elezioni politiche a sostegno della coalizione. «Il grave strappo che il sindaco ha creato con Fratelli d'Italia non si giustifica né sotto il profilo amministrativo né tantomeno sotto l'aspetto politico», evidenzia. «L’assessore Musa ha infatti svolto il suo lavoro con dedizione e grande senso di attaccamento alla città, raggiungendo tutti gli obiettivi prefissati». Il coordinamento regionale annuncia, infine: «Investiremo, nelle prossime ore, dell'accaduto, il coordinatore regionale di Forza Italia Nazario Pagano, al fine di favorire il dialogo per la ricomposizione del quadro politico-amministrativo nel Comune di Montesilvano».
A rispedire al mittente le accuse di «opposizione alla giunta» è Anthony Aliano di #Montesilvano2019, il gruppo di Musa. «Maragno sin dai primi giorni del proprio mandato ci ha abituato alla ricerca spasmodica di sostegno nell’area di centrosinistra pur di sottrarsi alla lecita e legittima concertazione con chi gli ha consentito di essere eletto sindaco». Aliano, tessendo le lodi dell’assessore uscente e accusando di «sudditanza» gli altri esponenti della giunta, sostiene che il sindaco abbia «trascinato nella mediocrità della politica anche elementi che, al contrario, avevano offerto spunti utili per la città non abbassando mai la testa sui temi della urbanistica e dell'immigrazione». Il capogruppo punta poi il dito su alcune «scelte in materia urbanistica palesemente volute e condizionate da Maragno» e sulla «scellerata voglia di fare business con gli immigrati»; scelte che non potevano che produrre un dissenso da parte dell’assessore. Aliano auspica, ora, la costituzione di un tavolo per il ripristino delle regole e delle alleanze. «Un assessore eletto», chiosa «non si revoca, soprattutto se le proprie idee sono in sintonia con i presupposti che ci hanno consentito di vincere le scorse elezioni».
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