Musa: soldi per i profughi? Scelta che mortifica la città

#Montesilvano2019 critica un impegno di spesa del Comune per 150mila euro De Martinis: il centro Trisi è escluso, irresponsabile fomentare i montesilvanesi
MONTESILVANO. Ammontano a 150 mila euro i fondi destinati dall'amministrazione comunale per adeguare gli immobili da destinare al sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar). A ricordarlo è la consigliera di #Montesilvano2019, Manola Musa, la quale evidenzia come l'importo sia contenuto nel bilancio di previsione che approderà presto in Consiglio comunale.
«Trovano conferma nella delibera proposta al Consiglio i dubbi e le perplessità del nostro gruppo», commenta Musa. «L'amministrazione intende utilizzare 150mila euro per sistemare gli immobili da destinare allo Sprar, verosimilmente l'impianto sportivo Trisi e l'ex stazioncina Fea di via Michetti, come indicato nella delibera del commissario dell'Azienda speciale».
Nei giorni scorsi, il gruppo aveva messo in luce l’eventualità che l'impianto sportivo potesse ospitare gli immigrati. Ipotesi fortemente criticata dai consiglieri di #Montesilvano2019 e che ha allarmato i residenti della zona Ranalli, pronti a promuovere una raccolta di firme. Ora a preoccupare i consiglieri anche la notizia che lo Sprar impegnerà il Comune non solo dal punto di vista degli immobili da mettere a disposizione, ma anche sul piano economico.
«Una scelta che mortifica la nostra città, vessata dalla crisi e rassegnata alla cantilena della mancanza di fondi con cui le istituzioni giustificano la loro assenza», prosegue Musa. «Gli alberghi ancora pieni di migranti, via Ariosto base di spaccio e delinquenza dove lo sgombero non vede luce e nel frattempo spendiamo 150mila euro per ristrutturare edifici pubblici in favore di finti profughi (solo il 9% circa sono realmente rifugiati). La priorità la devono avere i nostri concittadini».
Intanto, a tornare sul centro Trisi è il vicesindaco Ottavio De Martinis. «È veramente inaccettabile che alcuni consiglieri terrorizzino i cittadini, fornendo realtà distorte e ricostruite ad arte», dichiara. «Il risultato è solo un danno per la città e per i montesilvanesi, nei quali cresce un senso di timore infondato. Non vi sarà alcun centro di accoglienza all'interno dell'impianto sportivo Trisi». De Martinis ricorda come sia dovere di un'amministrazione individuare le soluzioni migliori per i propri cittadini. «Se, fino a oggi, i profughi venivano inviati direttamente dalla prefettura nei centri di accoglienza Excelsior e Ariminum, oggi finalmente l'ente è artefice di tutte le decisioni in materia di migranti e sta lavorando proprio per garantire la sicurezza dei cittadini e tutelare i settori di crescita e sviluppo. Siamo convinti della bontà e dei benefici delle scelte fatte, che non andranno a coinvolgere né il centro sportivo Trisi né altre strutture di questa tipologia della città».
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