Museo del mare in stato di degrado

23 Marzo 2017

Sopralluogo della commissione nell’edificio: spuntano intonaci sbriciolati e rifiuti

PESCARA. Intonaci crollati, infiltrazioni, rifiuti. Ecco come si presentano i piani superiori dell’edificio che ospita il Museo del mare, a pochi passi dalla Madonnina e dal ponte del Mare. La scoperta è stata fatta dalla commissione Cultura che, ieri mattina, ha effettuato un sopralluogo nella struttura.

Al piano terra, dove sono conservate le collezioni di conchiglie, la situazione è accettabile. Lo stesso non si può dire per il secondo e terzo piano rimasti in stato di abbandono e degrado da anni. Il Museo del mare, chiamato anche Museo delle meraviglie marine, è una delle più grosse incompiute della città. I primi lavori cominciarono nel 2007, ma venne completato solo il primo lotto. Il 7 aprile del 2008, venne inaugurata la prima ala dell’edificio con alcuni reperti marini. La struttura rimase chiuse per alcuni anni. Fino al 2012, quando ripresero alcuni lavori e il 27 dicembre del 2013 si svolse una seconda inaugurazione. Poi, più nulla. Tutto si è fermato per la mancanza di fondi. Ieri, tuttavia, l’assessore alla cultura Giovanni Di Iacovo ha fatto sapere che «la Regione ha stanziato nel Masterplan 5,5 milioni, sia per completare il Museo del mare, che per la Città della musica».

Ma ieri la commissione ha trovato una situazione allarmante. «Il Museo del mare», ha fatto presente il vice capogruppo di Forza Italia Vincenzo D’Incecco, componente della commissione, «è una struttura in pieno abbandono. Rimane chiusa tutti i giorni e viene aperta solamente su prenotazione da parte delle scolaresche. È una cattedrale nel deserto, che è costata tanti soldi alla popolazione pescarese e rischia di vedere impiegati altri fondi regionali del Masterplan, senza che l’amministrazione comunale abbia un’idea chiara dell’impiego di questo edificio».

«Solo il piano terra è funzionante», ha rivelato D’Incecco, «mentre gli altri piani sono in condizioni disastrose e vergognose. Utilizzare altri fondi sarebbe imbarazzante, come del resto quelli che verranno impiegati per completare un’altra incompiuta, la Città della musica. Soldi sprecati se non si ha un’idea chiara di come impiegare la struttura che ora, per tre quarti, è inutilizzata». «Occorre modificare l’assetto strategico dello stesso museo», ha suggerito, «e creare un museo delle tradizioni marinare che possa raccontare la storia della marineria pescarese».(a.ben.)

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