«Mutui e tassi variabili alle stelle» Grido d’allarme dei consumatori

Di Corcia (Acu): c’è chi deve accollarsi interessi passati da 15mila a 90mila euro e non riesce a pagare D’Andrea (Codici): noi cerchiamo di proporre la rinegoziazione, per allungare il periodo di pagamento
PESCARA. Lamentele continue, richieste di aiuto giornaliere. I tassi (variabili) dei mutui schizzati in alto stanno mandando in tilt molte famiglie che non sanno come arrivare a fine mese, dovendo già fare i conti con un aumento delle bollette e del costo della vita, a cominciare dai prodotti alimentari, che crea grandi difficoltà. «Ci chiamano tantissime persone», dice Luigi Di Corcia dall’Associazione consumatori utenti (Acu), «e vengono da noi tutti i giorni per la questione dei tassi, per chiedere una consulenza. Ci sono delle persone che non hanno la possibilità di pagare, e c’è chi non paga più, ma poi deve necessariamente andare incontro alle conseguenze negative». Quella di interrompere i pagamenti appare l’unica via di uscita per chi si trova a fronteggiare delle rate esageratamente alte e Di Corcia, racconta, ad esempio, di «chi si deve accollare interessi passati da 15mila e 90mila euro, su un mutuo di 100mila euro: è come fronteggiare un altro mutuo. C’è poi chi si è appena separato», va avanti, «e si trova sulle spalle delle rate pesanti, passate da 600 a 1.000 euro, e non ce la fa ad andare avanti da solo. E, ancora, c’è chi contrae una serie di prestiti, anche otto, per pagare le rate del mutuo ma poi si ritrova con migliaia di euro da versare ogni mese, come è accaduto a una persona che ha anche problemi di salute».
Le possibili soluzioni per tamponare questa emergenza sono «poche e limitate», fa notare Di Corcia, e qualcuno «crede che si possa risolvere tutto con la legge sul sovraindebitamento. Ma non sempre è così. Può essere una via di uscita per sdebitarsi, ma per accedere, il beneficiario deve avere dei requisiti stringenti e uno è la meritevolezza, legata a condizioni particolari del soggetto. Ad esempio se si tratta di una persona afflitta dagli usurai, o con malattie gravi e spese ingenti per le cure, o con patologie relative al gioco di azzardo. Ricorrendo al giudice si può chiedere l’esdebitazione, e i beni e il reddito del soggetto vengono usati per pagare il debito. Ma l’esdebitazione non è quasi mai a zero, che ricorre quando il soggetto non ha nulla da mettere a disposizione per pagare. C’è anche la possibilità di accedere al credito, seppure si tratti di soggetti segnalati in banca come cattivi pagatori, con la garanzia di chi si occupa di lotta all’usura. Oppure si può pensare di ricorrere a degli stralci, per chiudere alcune situazioni».
Riflessioni da affrontare caso per caso anche se tutti sono accomunati dalla difficoltà di arrivare a fine mese. «Ci sono famiglie senza più un euro, e d’altronde con uno stipendio di 1.300 euro, se la rata del mutuo arriva a mille euro (da 600 o 700), come si pagano le bollette? E la frutta, che vale come oro?». «Le lamentele sono continue» anche allo sportello di Codici, fa notare Giovanni D'Andrea, che registra «la preoccupazione di una fascia della popolazione, quella che diventa sempre più povera. C’è un impoverimento progressivo delle famiglie: non ce la fanno e d’altronde i mutui pesano parecchio sul bilancio familiare. Penso a una persona che si è rivolta all'associazione dopo aver contratto un mutuo nel 2018 di 100mila euro per acquistare una abitazione. La rata di 580 euro è passata a 880 euro e se prima questo consumatore usava l’affitto che riscuoteva per pagare la rata, ora non ci riesce più». A complicare la vita è anche «l'aumento del costo della benzina, che porta l'aumento del prezzo dei beni di prima necessità». Sarebbe opportuno, per Codici, «un intervento del Governo per agevolare il pagamento delle rate, nel senso che lo Stato dovrebbe accollarsi una parte della spesa, aiutando chi è in stato di necessità. Servirebbe un accordo con le banche. Molti sono costretti a rivolgersi agli usurai», fa notare D'Andrea che aggiunge: «Noi cerchiamo di proporre la rinegoziazione del mutuo, per allungare il periodo di pagamento, ma in alcuni casi non si può fare niente. Serve una riforma della pubblica amministrazione, con l’accorpamento dei Comuni, per risparmiare su amministratori e servizi. Pensando alla Nuova Pescara dico che non si possono conservare poltrone e privilegi, si deve lavorare sulle centrali di acquisto», conclude D'Andrea. (cr.pe.)

