Naiadi, acqua fredda e piscine chiuse «Guasto già risolto»

17 Marzo 2018

La rabbia delle famiglie: «Nessuno ci ha avvisato»  Pronta la replica dell’amministratore Vincenzo Serraiocco

PESCARA. Allenamenti dei ragazzi e dei bimbi della scuola nuoto in piscine gelide, docce calde non funzionanti e centro sportivo chiuso nella giornata di mercoledì senza alcuna comunicazione alle famiglie. A segnalare al Centro presunti “disservizi” e “gravi mancanze” della società Progetto sport Gestione Impianti Srl, che ha in gestione dalla Regione le piscine Le Naiadi, è un gruppo di mamme che si dice «molto deluso» dai disagi che, secondo loro, andrebbero avanti «da un po’ di mesi». «È stata una causa di forza maggiore», fanno sapere invece dalla società che fa capo al presidente e amministratore unico Vincenzo Serraiocco, «c’è stato un guasto improvviso all’impianto elettrico, che si è verificato alle 23,50 della notte precedente e che è stato immediatamente riparato, ma ci ha costretto alla chiusura temporanea della struttura. I nostri tecnici hanno lavorato sin da subito per risolvere il problema, affinché si potesse ripristinare la normalità nel minor tempo possibile. Tanto è vero che nel pomeriggio la situazione era già risolta. Ma nonostante che le temperature dell’acqua già dal pomeriggio fossero ampiamente a norma sui 26°, 24° impone la legge, abbiamo preferito rimandare l’apertura al giorno successivo, offrendo la possibilità agli iscritti di allenarsi nelle altre due strutture del circuito “Unico”. Ossia il centro sportivo Sportville a pochi metri dalle Naiadi, e la piscina di Francavilla».
«I nostri figli frequentano corsi avanzati di nuoto e alla società versiamo ogni anno non meno di 10mila euro», scrivono invece al Centro le mamme, «quello che si sta perpetrando da un po’ di mesi alle spese dei nostri figli è davvero scandaloso. I nostri figli tornano puntualmente a casa senza aver potuto fare la doccia e riferendo che l’allenamento si è svolto per tutta l’ora nell’acqua gelida, con conseguenze che possiamo ben immaginare. Il fondo è stato toccato mercoledì quando la società ha deciso di chiudere, senza alcuna comunicazione alla famiglie, per un’intera giornata. I nostri ragazzi, come avviene sempre, sono stati lasciati all’ingresso e sono quindi rimasti fuori, increduli».
«Abbiamo chiamato per tutta la sera la piscina», prosegue la lettera delle mamme, «a cui rispondeva solo una segreteria che ribadiva di continuo l’orario di apertura della piscina e poi prontamente cadeva la linea. Il giorno a seguire il centro era di nuovo aperto, ma con gli stessi disservizi. Anzi, i ragazzi sono stati costretti ad allenarsi in un’altra struttura adiacente in cui era fruibile una sola corsia in cui si dovevano ammucchiare tutti i ragazzi». «Abbiamo in primis avvisato tutte le associazioni operanti all'interno della struttura affinché provvedessero a informare i propri tesserati e abbiamo provveduto ad apporre degli avvisi ben visibili su tutto il perimetro dell'impianto», rimarca invece la società, «abbiamo invitato i nostri utenti a utilizzare gratuitamente i medesimi servizi negli altri impianti da noi gestiti. Giovedì le attività si sono svolte regolarmente, nonostante che avessimo una delle tre piscine fuori servizio, e ciò ha determinato un afflusso massiccio nel pala-pallanuoto che ha generato in alcuni momenti acqua fredda nelle docce dovute all’eccessiva richiesta: prima non succedeva in quanto le docce erano a pagamento e non c’era spreco d’acqua. Probabilmente per evitare questo malcostume dovremmo ipotizzare di reinserire le docce a pagamento. Inoltre nella giornata di oggi (ieri) nonostante che la temperatura fosse ampiamente a norma di legge, abbiamo deciso a livello cautelativo che una parte di bambini più piccoli non svolgesse attività, restituendo la lezione nei giorni successivi, e una parte, invece, è stata portata a nostre spese con pullman e merenda al sacco, nella piscina di Chieti».