Naiadi, bocciato il ricorso di Progetto sport

2 Ottobre 2019

L’assessore Febbo: «I fatti ci hanno dato ragione, abbiamo fatto bene ad affidare prima la gestione»

PESCARA. Il tribunale dell’Aquila dice no al ricorso presentato da Vincenzo Serraiocco per conto della Progetto Sport Gestione Impianti, e dà sostanzialmente il via libera alla nuova gestione del centro sportivo Le Naiadi di Pescara affidato alle associazioni sportive Pinguino, Pescara pallanuoto, Club Aquatico di Pescara e Gollum climbing accademy di Pescara, riunite sotto il nome di “Pinguino and Co” (una concessione temporanea fino al luglio del 2020). La decisione porta la firma del giudice Giovanni Spagnoli che ha rigettato il ricorso presentato il 12 marzo scorso dalla progetto Sport con il quale si chiedeva di disporre una consulenza tecnica preventiva ai fini della conciliazione della lite che era sorta quando la Regione decise di andare avanti con l’assegnazione della gestione ad altre società.
La Progetto Sport voleva accertare «l’entità, la natura e il valore degli interventi di manutenzione straordinaria effettuati sull’impianto natatorio della Regione Abruzzo; accertare il danno subito in termini di maggior esborso di metano e acqua a causa della vetustà dell’impianto nel lasso di tempo che va dall’8 settembre 2017 sino alla data del sopralluogo». Ebbene, secondo il giudice il ricorso è inammissibile innanzitutto perché la ricorrente non ha neppure dedotto i termini entro i quali sarebbe disposta a conciliare la controversia in via stragiudiziale, ma anche perché «il presente giudizio coinvolge una pluralità di questioni, peraltro complesse, che non risultano avere esclusivamente il carattere tecnico, ma investono anche valutazioni di carattere giuridico, come ad esempio la qualifica dei lavori eseguiti come di ordinaria o straordinaria amministrazione».
A tutto questo si aggiunge il fatto che la Regione Abruzzo, opponendosi al ricorso, ha anche evidenziato che la documentazione afferente alle opere di manutenzione realizzate nel periodo dal primo gennaio 2016 al 31 dicembre 2018, non erano mai state sottoposte alla Regione, con la conseguenza che «nemmeno l’an sulle somme richieste dal resistente può dirsi allo stato certo». Per cui «la richiesta di consulenza tecnica ai fini della conciliazione della lite si presenta meramente esplorativa, imponendo conseguentemente inammissibilità del ricorso».
L’assessore Mauro Febbo, che ha sempre seguito molto da vicino questa vicenda, tira quindi un sospiro di sollievo e spiega anche il perché: «Era stata una scelta difficile affidare la nuova gestione prima di conoscere l’esito del ricorso, ma abbiamo deciso così in quanto il complesso delle Naiadi rappresenta una risorsa per tutto il territorio e mi sembra che i fatti, alla fine, ci hanno dato ragione. La procedura che abbiamo seguito era legittima». (m.cir.)
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