Naiadi, Di Matteo attacca: nessun aiuto dalla Regione

13 Febbraio 2021

Il direttore generale dell’impianto sportivo replica anche alle accuse delle società «I soci Ati non pagano da un anno. Luce e gas verranno riallacciati già da lunedì»

PESCARA. «Il vero fallimento delle Naiadi sono i soci dell'Ati che non pagano da circa un anno e le coperture economiche concordate con la Regione mai arrivate». Questa volta a parlare è Nazzareno Di Matteo, presidente di Pinguino Nuoto e direttore generale delle Naiadi. Lo fa per rispondere alla diffida a riaprire entro 7 giorni ricevuta dal presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, e alle accuse delle associazioni che fruiscono dell'impianto.
«Il presidente Sospiri, nel suo personale ultimatum in cui ci intima di aprire il Palapallanuoto entro 7 giorni, parla di pazienza; la stessa a cui noi ci siamo appellati in questi mesi, dopo aver accettato con riserva di proseguire la gestione oltre il 31 luglio 2020, solo a fronte di una copertura economica da parte della Regione Abruzzo, in ragione dell'emergenza Covid, di fatto mai pervenuta. Con la stessa pazienza attendiamo da mesi i fondi anticipati, per conto della Regione, per la manutenzione straordinaria. Lo stesso Sospiri, nella riunione del 2 febbraio, ha invitato i soci morosi dell'Ati a pagare. E' chiaro che senza questi fondi ci si chiede come sia possibile procedere alla riapertura di un impianto dai costi di gestione elevatissimi. Forse chi è abituato a non pagare o chi non ha nulla da perdere anche in termini di dignità, non avrebbe problemi a farlo, ma noi abbiamo correttezza e responsabilità come basi della nostra azione amministrativa e di conseguenza non abbiamo intenzione di accumulare debiti».
Sulle utenze staccate: «Grazie alla grande disponibilità di Esa Italia, che ha modificato il piano di rientro, luce e gas verranno riallacciate già da lunedì 15 febbraio. Per questo, le società che vogliano rientrare alle Naiadi dovranno in primis pagare i debiti pregressi, e qui mi riferisco ai soci Ati, e poi effettuare il pagamento anticipato, come già stabilito in precedenza, per tornare a utilizzare la piscina. Nell'ultima assemblea interna si è deciso di riaprire il Palapallanuoto solo con garanzie economiche adeguate. Poi, alcune società sono venute meno rispetto ad alcune clausole precedentemente approvate da tutti. Ora la domanda è: chi accusa e chi diffama, cosa ha fatto per consentire la riapertura delle Naiadi?».
Quindi va sul personale: «È chiaro che ci sia una vera e propria rete di soggetti ossessionati dalla mia persona, che dal primo momento lavorano nel reiterato tentativo di estromettermi senza un valido motivo. Noi abbiamo provato a restituire un nuovo volto a questo impianto, gratificando l’utenza, pagando puntualmente lavoratori, collaboratori e fornitori. Abbiamo anche risparmiato un tesoretto di 100mila euro, poi richiesto alla Regione per avere una boccata d'ossigeno quando il Covid ci ha aggredito. In Italia le istituzioni si sono strette attorno ai gestori. A Pescara invece per Le Naiadi prevalgono i giochi politici».
Quindi, una replica diretta al vice presidente dell'Ati Riccardo Fustinoni: «A lui, che fa riferimento al funzionamento della piscina Pinguino di Avezzano, desidero spiegare che la nostra struttura privata, oltre a non avere gli enormi costi di gestione delle Naiadi, è fornita di un impianto fotovoltaico che ci fa risparmiare il 70% sulle utenze e ci consente di ottenere anche un incentivo dal Gse di circa 100mila euro l’anno. A ogni modo, le infamie e le calunnie che ho letto in questi giorni, comprese quelle sui conti e sulla società che rappresento in Ati, saranno, come sempre, oggetto di querele». Infine, un appello: «Chiedo un intervento all'assessore Guido Quintino Liris, che di buon senso ne ha sempre dimostrato e che rappresenta l’organo istituzionale e amministrativo realmente competente in materia, affinché possa sedare gli animi e fare la scelta giusta per il bene di questo glorioso impianto e per i suoi lavoratori e utenti mai menzionati tra le priorità degli improbabili paladini delle Naiadi».