Naiadi, il futuro dell’impianto si decide domani in consiglio

23 Giugno 2021

PESCARA. A più di tre mesi di distanza dall’approvazione in consiglio comunale dell'ordine del giorno che invitò il sindaco e alla giunta ad attivarsi presso la Regione per chiedere la gestione dell'i...

PESCARA. A più di tre mesi di distanza dall’approvazione in consiglio comunale dell'ordine del giorno che invitò il sindaco e alla giunta ad attivarsi presso la Regione per chiedere la gestione dell'impianto sportivo Le Naiadi, sul destino immediato del complesso sportivo non si sono registrati sostanziali passi in avanti. L'obiettivo resta quello di riuscire a riaprire rapidamente la struttura, nelle more della procedura che punta alla definizione di una soluzione giuridica e amministrativa che garantisca una sostenibilità finanziaria stabile e duratura della gestione.
Per fare il punto della situazione, il presidente del consiglio comunale Marcello Antonelli ha convocato per domani alle 18 una seduta straordinaria del consiglio comunale nel parcheggio delle piscine Le Naiadi. Ai lavori sono stati invitati a partecipare il presidente della Regione Marco Marsilio, l’assessore regionale allo sport Quintino Liris, i rappresentanti delle organizzazione sindacali e i rappresentanti delle società sportive interessate a riprendere l’attività all’interno dell’impianto sportivo.
«Il Comune», ha ricordato nei giorni scorsi Antonelli, «ha offerto la propria disponibilità a sostenere un’immediata riattivazione degli impianti e credo che oggi si debba affermare con forza che il tempo delle parole è finito. Sappiamo quanto sia rilevante la funzione delle piscine Le Naiadi non solo in senso sportivo e sociale, ma anche per rendere Pescara ancora più attrattiva. Forse non si è ancora capito che quella delle Naiadi è una vera e propria emergenza per la città e per il suo comprensorio, oserei dire per l’intera regione».
«L’immediata ripresa delle attività», ha aggiunto, «assume oltretutto un valore ancora più importante riguardo alla tutela dei posti di lavoro. Sono tante le famiglie, degli addetti diretti e dell’indotto, che da troppo tempo attendono invano una risposta. Nel testo dell'atto d'indirizzo approvato in aula a marzo non fu escluso nemmeno il ricorso all'utilizzo di fondi pubblici straordinari fra cui il Recovery plan».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.