Naiadi, imprese contro la Regione La finanza anche a Francavilla

19 Dicembre 2014

Sequestrata la cassa nell’altro impianto della Progetto Sport di Di Renzo, indagato per bancarotta D’Alfonso: vogliamo evitare la chiusura. Petricca di Confimi Abruzzo: perché non pagate i debiti?

PESCARA. Il caso Naiadi diventa una bufera. Luciano Di Renzo, indagato per bancarotta fraudolenta per la sua Progetto Sport gestione impianti srl (per la quale è fissata un’istanza di fallimento il 15 gennaio), ha subìto il sequestro della cassa all’impianto sportivo di Francavilla e un controllo dell’Ispettorato del lavoro. Il governatore Luciano D’Alfonso in tv ha rassicurato sul fatto che farà di tutto per evitare che le Naiadi chiudano, ma ieri Ernesto Petricca, direttore di Confimi Abruzzo, la Confederazione dell’industria manifatturiera e dell’impresa privata, ha attaccato duramente la Regione accusandola di non pagare i creditori e prendendosela direttamente con il governatore.

«Alle Naiadi non c’eri, forse “prove tecniche di trasmissione” per il prossimo creditore che alza la voce», ha detto Petricca allacciandosi al grido d’aiuto lanciato da Di Renzo, che reclama mancati pagamenti per due milioni di euro da parte della Regione per i lavori di manutenzione straordinaria effettuati nel complesso pescarese di cui la Regione è proprietaria.

«Mi corre il dovere», aggiunge Petricca, «per il ruolo che rivesto di fronte a 400 imprese dell’Abruzzo, per il milione di euro che l'impianto sportivo genera sull’intera regione nonché per l’immagine internazionale che ne divulga, di fare il punto sulla situazione debitoria della Regione Abruzzo ma, soprattutto, sulla modalità che la stessa sembra aver scelto per farvi fronte: non pagare i creditori. La situazione delle Naiadi rischia di essere esemplificativa di come la Regione intenda procedere nei confronti delle altre imprese creditrici. Siamo grati alla Procura per aver aperto un’indagine, perché consentirà alla Progetto Sport di portare finalmente le carte davanti a qualche autorità: fino ad oggi c’era stato solo il silenzio proditorio della Regione la quale, nelle pieghe degli annosi procedimenti civili, lasciava che si consumasse una tragedia collettiva».

Secondo Petricca la situazione delle Naiadi «va affrontata ora e con determinazione, perché una sua conclusione scellerata costituirà un precedente giuridico e giudiziario rispetto a tutte le imprese creditrici della pubblica amministrazione». Il direttore di Confimi porta ad esempio quello dell'Aca come qualcosa di simile rispetto ai fatti in corso con Le Naiadi: «La Regione cerca di azzerarne i debiti», sottolinea Petricca, «“applicando la legge”, “accertando i titoli di credito”, “contestando il dovuto”, la tecnica capziosa dell’interpretazione giuridica». Ma ci sono « 105 milioni totali di debito, nei quali ballano 55 milioni destinati alle imprese».

In sostanza Petricca si chiede se anche per i debiti dell'Aca nei confronti delle imprese fornitrici si adotterà la stessa linea di comportamento tenuta dalla Regione verso Progetto Sport, quella, a suo dire, «di non riconoscere l'esistenza di un debito». Nel frattempo D'Alfonso, intervenuto in una trasmissione di Rete 8, ha assicurato che non è sua intenzione creare problemi, ma trovare soluzioni e che la Regione sa che la chiusura delle Naiadi creerebbe grandi problemi. Ha anche chiarito che studierà le carte inerenti il contratto di concessione della struttura.

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