Naiadi, riparte la protesta dei dipendenti

I lavoratori proclamano lo stato di agitazione per il timore dei tagli, ma la Regione rassicura sul futuro
PESCARA. I lavoratori delle Naiadi hanno proclamato lo stato di agitazione dopo le ultime vicende che stanno caratterizzando l'impianto sportivo.
Nella lettera, con cui la Slc Cgil ha voluto comunicarlo al gestore, vale a dire la Pretuziana sport, ma anche alla Regione, si fa riferimento alle condizioni in cui versa l'impianto, ma anche al mancato pagamento degli stipendi degli ultimi mesi in cui dipendenti, collaboratori e istruttori hanno lavorato, senza ricevere alcuna remunerazione.
Tra di loro c'è preoccupazione, non solo sul presente ma soprattutto sul futuro, visto che l'attuale gestione è in scadenza il prossimo 31 agosto e in questo momento non si sa cosa accadrà dal primo settembre.
La Regione ha pubblicato il bando di gara per la gestione ventennale, il cui termine ultimo per partecipare è fissato al 31 luglio e con il quale si conta di individuare un soggetto capace di garantire all'impianto e a chi ci lavora stabilità, progettazione e continuità. Nel frattempo però, si naviga a vista: la corrente elettrica è stata staccata per il mancato pagamento delle bollette e l'impianto da un mese va avanti grazie all'utilizzo di un generatore, messo a disposizione dal gestore al fine di scongiurare la chiusura.
Pochi giorni fa una rappresentanza dei lavoratori della struttura è stata ricevuta in Regione, senza però la presenza della Pretuziana.
Pretuziana che, da quello che si apprende, in settimana avrebbe avuto un'interlocuzione proprio con i dirigenti regionali, nel corso del quale ha garantito il pagamento di tutti gli stipendi arretrati, non appena avrà incassato dall'ente i fondi stanziati per il caro energia.
Tuttavia, la stessa società teramana, entrata nell'impianto a settembre 2021 e alla quale va riconosciuto il merito di averlo mantenuto sempre funzionante fino a oggi, non appare più interessata a rispondere al bando per la gestione ventennale, a differenza di quanto palesato in un primo momento.
Anche per questo tra i lavoratori dell'impianto sportivo, che tra dipendenti e collaboratori conta circa 70 figure al suo interno, la preoccupazione è palpabile: il rischio di ritrovarsi con la struttura di nuovo chiusa il prossimo settembre, nel momento cruciale della stagione, dove i centri sportivi fanno incetta di iscrizioni, c'è ed è elevato.
La Regione però ha più volte rassicurato sul punto, facendo riferimento anche all'affidamento d'urgenza proprio per scongiurare lo stop alle attività.
Secondo i bene informati, il nome del nuovo gestore dovrebbe saltar fuori entro i primi giorni di agosto, in modo da avere il tempo di ottemperare a tutti gli adempimenti burocratici ed essere pronti alla ripartenza entro il mese di settembre.
Intanto, i lavoratori rimangono in stato di agitazione e, come specifica il comunicato del sindacato, sono pronti alla mobilitazione e a organizzare eventuali iniziative di protesta in assenza di valide e tempestive soluzioni prospettate dalle amministrazioni locali.

