Naiadi, scontro tra associazioni Ora è a rischio la riapertura
PESCARA. La riapertura del Palapallanuoto alle Naiadi appare sempre più incerta, anche in virtù del mancato accordo raggiunto tra le associazioni interessate. La dimostrazione è nelle parole di...
PESCARA. La riapertura del Palapallanuoto alle Naiadi appare sempre più incerta, anche in virtù del mancato accordo raggiunto tra le associazioni interessate. La dimostrazione è nelle parole di Barbara Garofali, presidente di The Hurricane, una delle società che si è sfilata. «Ci è stato proposto un piano con orari per gli allenamenti che hanno fatto emergere subito problematiche», dice tirando in ballo il vice presidente dell'Ati che gestisce l'impianto Riccardo Fustinoni, «a lui abbiamo spiegato le nostre difficoltà. Gli orari proposti per alcuni sono inadeguati, perché i ragazzi frequentano le scuole medie e superiori e allenarsi alle 14 è praticamente impossibile. Inoltre, una categoria è rimasta fuori e un'altra non è stato possibile inserirla per il discorso legato al rispetto delle norme anti-Covid».
Poi ancora: «Secondo le disposizioni di Fustinoni, i più piccoli si sarebbero dovuti allenare in serata. Senza alcun margine per migliorare la proposta, abbiamo comunicato a Fustinoni la nostra impossibilità di rientrare». Non si è fatta attendere la replica dello stesso Fustinoni, che ha redatto il piano vasca del Palapallanuoto: «Con grande rammarico mi vedo strumentalmente coinvolto. La presidente di The Hurricane descrive fatti mai accaduti. È chiaro che per rientrare ogni società doveva rinunciare a qualcosa. In base al piano vasca che ho redatto la mia società, il Club Aquatico Pescara, avrebbe perso il 70 per cento degli spazi, la Pescara pallanuoto il 20, Hurricane il 25, Swim team il 10 e Project ultra man il 10». Quindi, ha concluso: «Appare evidente come The Hurricane, che prima ha chiesto a gran voce la riapertura, si sia poi tirata indietro al momento del dunque per ragioni politiche da me sempre combattute. Ma che non ci sia la voglia di far riprendere le attività, emerge anche dal comportamento di altri attori. E in tutto questo a rimetterci sono le due società pescaresi di pallanuoto, che il 20 febbraio sono attese al via del campionato». (a.d.s.)
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