Naiadi, sopralluogo di una cordata romana

8 Giugno 2021

Il gruppo sarebbe pronto a far ripartire la struttura entro 20 giorni. E oggi la protesta dei dipendenti

PESCARA. Parte questa mattina la protesta dei lavoratori delle Naiadi e dei sindacati, che chiedono da mesi la riapertura dell’impianto sportivo, stabilità e certezze sul futuro, sia per quanto concerne i posti di lavoro sia per la funzionalità del centro. L'appuntamento è in piazza Unione, sotto gli uffici della Regione, dalle 10 alle 13 in quello che sarà un presidio permanente da portare avanti fin quando non si otterranno risposte concrete. Il dato sul quale fanno forza è quello che vede l'impianto natatorio chiuso ormai dal 25 ottobre, per Covid prima, e per l’abbandono dell’Ati che lo gestiva poi. Siamo all’8 giugno, hanno riaperto prima le palestre e le piscine all’aperto, ora quelle al chiuso. Ma non le Naiadi. Anche per questo i lavoratori hanno chiesto di essere ricevuti dalle istituzioni, alle quali da mesi, se non da anni, chiedono una soluzione definitiva.
Nei giorni scorsi la commissione regionale, su incarico del governatore Marco Marsilio, ha completato l’istruttoria dando l’ok al project financing per il rilancio della struttura. Adesso la palla passa alla giunta regionale che deve approvarlo. Dall’altro lato, il disco verde al progetto di finanza ha congelato l’interesse del Comune di Pescara, che nei mesi scorsi si era offerto per una gestione temporanea dell’impianto: le condizioni emerse però, specie sul discorso relativo alla durata dell’affidamento, non sono state sufficienti, fin qui, per mettere d’accordo la Regione proprietaria del centro sportivo e il Comune, che nella riunione della scorsa settimana ha espresso perplessità circa il project, chiedendo di visionare le carte che hanno portato alla valutazione favorevole.
Tuttavia, in attesa di dare il via libera definitivo al progetto, serve una soluzione nell’immediato per far ripartire la struttura. Questa potrebbe essere rappresentata dalla cordata romana che si è classifica terza al mini bando di gara del 2019. Proprio ieri c’è stato un incontro e anche un sopralluogo nella struttura. Se l’accordo si farà, avrà una durata di un anno, con l’impegno dell’ipotetico nuovo gestore a riaprire nell’arco di venti giorni al massimo. Da qualche settimana, poi, sembra esserci l’interesse di una società teramana, la Pretuziana Sport, ma a questo punto le attenzioni regionali appaiono concentrate sul gruppo della capitale. Quello che è certo è che serve una decisione rapida e che richieda il minor tempo possibile: il rischio è che la riapertura slitti a settembre. (a.d.s.)