Naiadi, stop ai corsi di nuoto per 130 bimbi

Gli istruttori della Sportlife convocano i genitori e annunciano la fine del rapporto con Progetto Sport
PESCARA. Da ieri, le attività di nuoto per i 130 bambini di età compresa tra i 9 e i 12 anni tesserati dalla Sportlife sono sospese.
La società, amministrata da Vincenzo Serraiocco, non ha più un rapporto di convenzione valido per utilizzare gli impianti della struttura Le Naiadi.
Così un centinaio di genitori ieri pomeriggio, invece di accompagnare i loro figli a nuoto, si sono ritrovati a discutere in una sala accanto alle piscine: a convocarli gli allenatori Mary Macciola, Laura Lachi ed Emil Rosati, che hanno deciso di organizzare l'incontro per spiegare perché non possono più continuare la loro attività di istruttori.
«Ai vostri bambini siamo affezionati», spiega Macciola, «per noi sono di famiglia: è il motivo per il quale abbiamo continuato il nostro lavoro anche se non veniamo pagati».
SENZA STIPENDIO Gli istruttori, che aspettano ancora lo stipendio di gennaio 2019, hanno comunque seguito i piccoli atleti fino alle gare provinciali (dorso e rana) che si sono tenute alle Naiadi domenica scorsa.
Ma tutti i collaboratori e istruttori di Sportlife Ssd arl hanno ricevuto una breve comunicazione, distribuita ai genitori durante l'incontro, sulla fine della convenzione con la Progetto sport gestione impianti (Psgi).
Recita la nota: «La Sportlife Ssd Arl comunica che con atto dell’8 aprile 2019 la Psgi ha ritenuto di dover risolvere il rapporto di convenzione per le attività sportive nella struttura "Le Naiadi”. Ciò costringe la Sportlife Ssd Arl a non poter proseguire nelle attività di nuoto e fitness negli spazi acqua e terra. Pertanto, i collaboratori di Sportlife Ssd Arl non sono autorizzati a prestare ulteriormente attività nascente dal rapporto di collaborazione. I rimborsi saranno riconosciuti fino all' 8 aprile 2019».
Le famiglie hanno invece pagato, del tutto o in parte, i 550 euro dovuti alla società Sportlife per l'abbonamento annuale che sarebbe dovuto scadere il 31 luglio prossimo.
Alcuni dei genitori avevano comunque smesso di pagare la retta del proprio abbonamento perché indispettiti dai tanti disservizi: ad esempio non è mai stato consegnato ai ragazzi parte del kit previsto dal contratto (cuffia, costume, accappatoio e borsone).
«L'abbiamo fatto anche per tutelare voi», spiega una mamma, «non è certo un segreto che non vi pagano lo stipendio».
L’ASSICURAZIONE L'idea generale tra i genitori è che la Sportlife non abbia pagato neppure gli spazi acqua, anche se a questo proposito non ci sono conferme: tra le preoccupazioni quelle relative alla copertura assicurativa dei piccoli atleti, per la quale è prevista una quota nell'abbonamento ma che nessuno è in grado di garantire che sia stata effettivamente attivata dalla Sportlife.
LE VIE LEGALI Se le cose restano così, i bambini non potranno accedere alle competizioni provinciali previste a maggio, e a quelle regionali previste a giugno.
Durante la riunione, si è discussa anche l'idea di procedere per vie legali al fine di garantire che le attività sportive della Propaganda (la categoria alla quale appartengono i bambini, nati tra il 2010 e il 2013) vengano portate a termine come previsto.
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