Naiadi, un calvario infinito Sospese tutte le attività

23 Aprile 2019

In tilt la centralina elettrica che serve due piscine, l’area fitness e la palestra Futuro sempre più incerto, la Progetto Sport: «La Regione intervenga subito» 

PESCARA. Le Naiadi chiudono ancora e stavolta non si sa per quanto. L'impianto sportivo di via Livenza continua a essere avvolto da una sequenza di problemi che non sembra conoscere fine.
Solo qualche settimana fa la rottura della caldaia aveva costretto il gestore a interrompere per giorni le attività natatorie. Adesso, a distanza di neanche un mese, arriva un nuovo stop, doppio, che pone un grosso punto interrogativo sul futuro della piscina pescarese, almeno su quello prossimo.
PUZZA DI BRUCIATO L'ultima catena di eventi si è aperta sabato mattina, quando la centralina elettrica che serve le due piscine più piccole, l'area fitness e la palestra è andata in tilt. La puzza di bruciato ha richiamato subito l'attenzione di clienti e addetti ai lavori.
Livio Di Bartolomeo, amministratore della Progetto Sport, la società che gestisce l'impianto, si è recato sul posto insieme a una squadra di elettricisti. Dopo ore di lavoro, il danno emerso è apparso subito di notevole importanza: un trasformatore da 20mila volt si è completamente bruciato, determinando l'interruzione del servizio elettrico.
CALDAIA IN BLOCCO A seguito dell'accaduto, i responsabili avevano comunicato che nella giornata di oggi tutte le attività si sarebbero svolte al Palapallanuoto, in un primo momento rimasto indenne. Ma con il passare delle ore le cose sono peggiorate, perché la cessazione della corrente ha determinato un malfunzionamento delle pompe, con la caldaia che non ha retto il sovraccarico ed è andata in blocco proprio il giorno di Pasqua.
Ogni tentativo di farla ripartire è risultato vano, tanto che sui canali istituzionali nella mattinata di ieri è stato comunicato lo stop di ogni attività. In pratica lo scenario peggiore.
IMPIANTO OBSOLETO A finire sotto accusa, almeno stando alle parole di Di Bartolomeo, è l'intero impianto, obsoleto e pieno di falle: «Ci troviamo davanti a una situazione divenuta di difficile gestione», dice il numero uno della Progetto Sport. «Negli ultimi mesi siamo andati avanti mettendo delle toppe qua e là, ma la coperta è corta e se si tira da un lato si scopre l'altro».
Per questo annuncia di voler chiedere alla Regione un incontro immediato, sul posto, affinché i vertici prendano contezza di un quadro che non promette nulla di buono: «Oggi inoltrerò la mia richiesta a chi di dovere. Ad agosto abbiamo speso 30mila euro per acquistare una caldaia nuova, ma un impianto ridotto in condizioni precarie non basta ad assicurare il servizio».
INTERVENTO IMMEDIATO Tanto che dall'estate a oggi è già la terza volta che va in blocco. E anche sentendo le parole di Di Bartolomeo si ha l'impressione che questa possa essere più grave di quelle precedenti: «A oggi non si possono fare ipotesi sulla riapertura. Qui bisogna capire che occorre un intervento strutturale e completo altrimenti ci si ritroverà ogni volta punto e accapo». Il 30 giugno scade la proroga concessa dalla stessa Regione alla Progetto Sport, ma l'impressione è che per salvare la struttura si debba intervenire immediatamente. A testimonianza di una situazione estremamente complessa, la Pescara Pallanuoto si è già attivata per spostare ad Avezzano la partita casalinga di sabato contro la Vis Nova Roma.
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