Naiadi, vertice in Regione Le società: tariffe più basse

14 Ottobre 2016

Braccio di ferro tra le associazioni sportive e l’ente gestore dell’impianto Sotto accusa i criteri di gestione anche per l’assegnazione degli spazi in acqua

PESCARA. Tariffe forfettarie, e non stabilite dal numero delle sedute e dalla durata dell’allenamento in piscina. Tariffe che non si basino più, come ora, sull’occupazione delle corsie facendo lievitare i costi degli atleti agonisti che hanno necessità di allenarsi tutti i giorni, ma che al contrario consentano alle società sportive di tenere calmierati i prezzi che devono poi pagare gli utenti finali: i ragazzi che fanno sport e le loro famiglie.

È questa l’idea su cui ieri pomeriggio, durante le quattro ore di confronto, si sono trovate d’accordo le cinque società che per la prima volta si sono sedute insieme intorno a un tavolo, quello convocato dal servizio Politiche turistiche della Regione, per illustrare le questioni che hanno reso ormai incandescenti i rapporti con l’ente gestore, la srl Progetto sport gestione impianti, tanto da indurre una delle società con più iscritti (e più disagi), il Club aquatico, a chiedere l’intervento del prefetto. Su due questioni in particolare, tariffe e assegnazione spazi acqua.

Da una parte c’è l’ente gestore che applica tariffe in base all’occupazione delle corsie, convinto di proporre prezzi vantaggiosi in relazione alla media di quelli di altri impianti pubblici abruzzesi, dall’altro ci sono le società che ieri hanno argomentato le loro ragioni presentando esempi di altre realtà italiane dove i prezzi sono sicuramente più bassi di quelle delle Naiadi.

Alla presenza del dirigente del servizio Politiche turistiche della Regione Francesco Di Filippo e degli altri componenti della commissione di vigilanza delle Naiadi, Everina Di Filippo (Patrimonio), Manuela De Marzo (Avvocatura), Roberto Iezzi (Sport) ed Enrico Del Monte del servizio Sport della Regione, hanno preso la parola i rappresentanti delle cinque società che gravitano con i loro circa 500 atleti all’interno delle Naiadi. Vale a dire Francesco Mammarella e Antonella Fascina per Pescara Pallanuoto, Paolo De Vincentiis, amministratore delegato della Humangest per The Hurricane con il direttore sportivo Vito Del Priore, Katia D’Amario e Renato Costantini per Swim team, Gianluca Ricci per Swim action e Riccardo Fustinoni del Club aquatico. Ogni rappresentante ha fatto il quadro della propria realtà, riportando il numero dei propri atleti tesserati e tutti, Regione compresa, alla fine hanno convenuto sulla scarsa chiarezza della convenzione sui criteri di gestione, compresi quelli per l’assegnazione degli spazi in acqua e delle tariffe. Lo attesta l’interpretazione differente delle società e del gestore, motivo per cui le prime hanno chiesto e ribadito alla Regione di avviare un’azione di controllo che tuteli loro ma soprattutto lo spirito della convenzione stessa, che è quello di favorire la pratica sportiva tra i ragazzi.

Alla fine la Regione, che non si aspettava una situazione così esasperata, ha chiesto alle società di redarre una proposta da sottoporre poi al gestore che a breve verrà sentito per capire le esigenze di un ente che comunque ha un bilancio da far quadrare, circa cento stipendi da pagare e un impianto, di per sè vetusto, da portare avanti. E se la carta del prefetto resta ancora da giocare, per le società c’è a breve quella del presidente della Regione D’Alfonso che ieri ha inviato alla riunione Fabio Travaglini pronto a calendarizzare l’incontro. Obiettivo di tutti, in primis delle società che hanno i contratti da pagare al gestore, è fare presto. (s.d.l.)

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