Napoli, de Magistris: abbiamo vinto da soli

21 Giugno 2016

Il sindaco fa il bis e rivendica: «Questo risultato è del popolo, possiamo tornare a essere capitale»

NAPOLI. La vittoria è netta, l’avversario di centrodestra è stato doppiato. Ma passata la festa c’è una zavorra da neutralizzare: la sfiducia dei napoletani. Il sindaco uscente Luigi de Magistris rientra a Palazzo San Giacomo con tutti gli onori e quasi 80 mila voti in meno di 5 anni fa. Nella conferenza stampa celebrativa si è tolto tutti i sassolini, da Renzi ai Cinquestelle fino a Lettieri “il candidato del Pd”. Ma Napoli è stata la città con la più alta percentuale di astensione in Italia, due su tre non è andato a votare. E non certo per il meteo, che domenica sembrava autunnale. Dalle finestre del municipio, forse incantati dal mare e dal Vesuvio, i sindaci napoletani perdono presto il contatto con la realtà. Un clichè che l’ex pm dovrà sotterrare nel secondo e decisivo mandato, incassati i 186 mila voti, il 66,8 per cento contro il 32,2 di Gianni Lettieri. Intanto ieri ha ripreso il filo rosso del rivoluzionario e dettato la linea: Napoli soggetto politico nazionale. «Nessun voto si è aggiunto ai nostri al ballottaggio - ha detto durante la conferenza. Il Pd non ha dato una mano salvo posizioni singole, nemmeno i Cinque Stelle, anzi ci hanno lavorato contro, ho sentito Di Maio dire “de Magisris come Lettieri”. Il 67 per cento è un risultato del popolo ed è l’unica esperienza italiana in cui una città diventa movimento politico con l’ambizione di tornare a essere capitale». E «per farla breve - ha sferzato in dialetto - quello che ci avete tolto per decenni mò ce lo veniamo a piglià». Poi ha lanciato una rete tra sindaci e una mano a Matteo Renzi. «Noi rispettiamo il governo e vogliamo avere la massima collaborazione istituzionale, Luigi de Magistris non può prendere lezioni istituzionali da nessuno, ma per me ora è zero a zero e palla al centro». Al premier scriverà per chiedere un incontro e parlare di Napoli. Renzi ieri ha plaudito alla vittoria dei giovani che hanno sconfitto il Pd, de Magistris proprio ieri ha festeggiato anche i 49 anni e ha celebrato l’autonomia della sua rivoluzione. Dovrà convincere però 500 mila cittadini che hanno disertato i seggi e fanno i conti quotidiani con strade scassate, piazze groviera e giardini discarica. Paolo Frascani, storico napoletano (sua la traccia di italiano all’esame di maturità dello scorso anno), giudica “dignitoso il non voto rispetto al vuoto dell’offerta politica”. Ma aggiunge. «De Magistris si è trovato a coprire il deserto del Pd e non si può negare che sia stato bravo a gestire l’insoddisfazione dei napoletani, gli va riconosciuto di aver intercettato le aspettative di molti giovani che parlano di lui come di uno che finalmente ha mosso qualcosa. La cosa più pericolosa è che dice di voler essere un leader nazionale, ma Napoli ha bisogno di un sindaco che curi cose concrete, non di un leader che parli alla nazione».

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