Nasce anche il nuovo marchio di ristorante tipico abruzzese
PESCARA . Un marchio collettivo in grado di identificare l’Abruzzo anche dal punto di vista gastronomico, del quale potranno fregiarsi solo i ristoranti che garantiranno il rispetto di un attento...
PESCARA . Un marchio collettivo in grado di identificare l’Abruzzo anche dal punto di vista gastronomico, del quale potranno fregiarsi solo i ristoranti che garantiranno il rispetto di un attento disciplinare. È il “Ristorante tipico d’Abruzzo”, di proprietà della Regione che lo concede in uso a tutti gli esercizi che hanno sede nell’Unione europea che aderiranno al sistema di controllo previsto nel disciplinare già approvato dalla giunta con la delibera numero 252 varata lo scorso 6 maggio. Il testo della delibera, e del disciplinare, sono già stati trasmessi alla Commissione europea. Il senso dell’iniziativa è valorizzare i prodotti abruzzesi e promuovere la ristorazione di qualità. Per ottenere il marchio bisognerà che nei menù almeno il 60% dei prodotti utilizzati provenga dall’Abruzzo, non importa se nel segno della tradizione o dell’innovazione. Se il menù appartiene al primo filone, almeno il 50% dei piatti dovrà provenire da ricette scritte o orali della tradizione; requisito che decade nel caso il ristorante voglia sperimentare percorsi culinari nuovi, fatto salvo l'utilizzo dei prodotti Made in Abruzzo almeno nella percentuale stabilita. Anche per i vini sono previsti delle regole. Il “ristorante tipico d’Abruzzo”, nella sua carta, deve proporre almeno un’etichetta abruzzese ogni due coperti. Significa che se il ristorante dispone di 40 posti, nella sua carta dei vini deve avere almeno 20 marchi abruzzesi. Inoltre, per accedere al marchio, il ristorante dovrà acquistare da aziende biologiche certificate almeno il 60% dei prodotti utilizzati.
L’utilizzo di frutta e verdura auto prodotte, o altri presidi alimentari, è consentito purché il ristoratore sia munito dei auto certificati di tracciabilità. Per valorizzare la filiera corta i rifornimenti da produttori locali saranno valutati più che positivamente, ma non fanno parte dei requisiti obbligatori. A vigilare sarà un comitato tecnico, istituito in seno alla giunta regionale e sarà presieduto dall’assessore al turismo.
L’iscrizione è volontaria, purché in possesso dei requisiti, la cancellazione avviene d’ufficio quando i requisiti vengono a cadere. (a.bag.)
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