Nasce la mappa del commercio digitale

Iniziativa dell’associazione “Montesilvano nel cuore” che punta a rilanciare il settore allo stremo
MONTESILVANO . La mappa cartacea del commercio montesilvanese diventa digitale. Entro un mese sarà pronta la piattaforma che metterà in rete, con nome, indirizzo, recapiti, album fotografico e storia aziendale, tutte le attività del territorio che vorranno aderire al progetto ideato dall'associazione "Montesilvano nel cuore" che conta sessanta associati.
«La mappa cartacea esiste da quattro anni e inizialmente era nata per far conoscere la città ai turisti», rivela Gianluca Di Domizio, titolare di una profumeria nel centro commerciale Porto Allegro, «per questo motivo l’ abbiamo distribuita nelle strutture ricettive e negli alberghi, in 25mila copie. Lo scorso anno, con l’arrivo della pandemia, non abbiamo potuto realizzarla. Quest’anno abbiamo deciso di riprendere il progetto e digitalizzarlo per risparmiare sui costi e, nello stesso tempo, per poter ampliare gli spazi dedicati ad ogni singola attività».
Nelle intenzioni dell’associazione, che raggruppa molti titolari di attività storiche e che collabora con l’amministrazione comunale guidata da Ottavio De Martinis, c’ è l’idea di «inserire nel portale informazioni relative alle strutture culturali, turistiche e di riferimento della città». Iniziativa che consentirebbe di far conoscere il territorio a livello planetario. La cartina digitale ha lo scopo di rilanciare le attività commerciali «che sono allo stremo in questo periodo di emergenza, dando la possibilità anche ai montesilvanesi di apprezzare e conoscere i negozi che generalmente non frequentano e che magari si trovano proprio a due passi da casa, oppure dall’altra parte della città». I commercianti che vorranno essere inseriti nel progetto potranno rivolgersi all’associazione “Montesilvano nel cuore” e riceveranno un Qr Code da applicare all’esterno delle loro botteghe a testimonianza dell’adesione.
Intanto oggi gli esercenti della città si preparano alla prima giornata di zona gialla: «Ci sono categorie di lavoratori, come ristoratori e baristi, ma anche del settore moda e cerimonie, fortemente in crisi», osserva Di Domizio, «che ripartono con una montagna di debiti accumulati in questo anno di emergenza. Alcuni ristoratori pensavano di aprire domenica, avevano fatto rifornimento di merce e investito in pubblicità. Beffati due volte. Con i centri commerciali chiusi nel fine settimana la perdita è del 40% di incassi. Il rilancio? Quando l’umore è a terra le idee non vengono».(c.co.)

